• 27 Febbraio 2020

Col jet russo abbattuta
la fine della guerra siriana

Sul jet russo abbattuto dalla Turchia, due versioni contrapposte ma molte più verità possibili. Per Mosca non c’è stata violazione dello spazio aereo turco, mentre per Ankara i piloti dell’aereo russo sono stati invitati a più riprese a cambiare la rotta che sorvolava il territorio turco.

 

Putin Erdo arrabbiati copertina fb

 

Legittimo sospetto

 

Forse una Russia non troppo attenta ad eventuali ‘sfioramenti’ del frastagliato confine tra Siria e Turchia nel tratto in cui è avvenuto l’abbattimento.

 

Forse la Turchia, ha voluto reagire per affermare la sua sovranità: questa la spiegazione fornita da Ankara alla Nato.

 

Ma forse la Turchia era irritata dalle operazioni russe contro i ribelli siriani della minoranza turkmena sostenuta da Ankara.

 

 

L’eterno problema curdo

 

La Turchia in realtà è preoccupata perché il percorso di normalizzazione per la crisi siriana deciso il 14 novembre alla conferenza di Vienna, prevede un negoziato tra il regime e i ribelli per arrivare a una federalizzazione del paese dove ciascuna comunità siriana avrebbe la sua regione, a partire dai curdi siriani.

 

L’eterno problema dei tre pezzi di terra curda. Quella iracena ormai fatta Stato, e ora un possibile Kurdistan siriano, col timore turco di sempre che i curdi di Turchia possano far crescere aspirazioni indipendentiste in casa.

 

 

Ragion di Stato

 

Ed ecco che l’ipotesi che la Turchia abbia voluto sabotare il faticoso riavvicinamento in corso tra le grandi potenze sulla questione siriana, non è una ipotesi da escludere.

 

Bloccare qualsiasi grande coalizione contro i jihadisti dello Stato islamico, in parte sostenuti dall’islamista Erdogan, per non dover accettare un compromesso sulla Siria contrario ai suoi interssi nazionali.

 

 

Soluzione Siria più lontana

 

La certezza oggi è che la ‘Grande coalizione’ chiesta dalla Francia contro l’Is che sembrava a portata di mano è stata abbattuta assieme al jet russo.

 

Niente Grande coalizione modello Kuwait, in grado di spazzare via Isis in meno di un anno, e semplice coordinamento militare tra gli occidentali e i russi contro l’Is.

Lasciando aperta la questione siriana,

la questione terrorismo in casa,

la questione profughi.

 

 

Tra Russia e Turchia perde la Nato

 

Russi i due piloti uccisi dai combattenti Isis ma è la Nato la vittima politica principale. La Russia sola protagonista militare credibile contro Isis e la Nato messa fuori gioco su quello scenario proprio dal suo membro Turchia.

 

Se anche la totalità degli altri paesi membri volessero utilizzare in Siria capacità e armamenti dell’ Alleanza, varrebbe il ‘potere di veto’ di ciascuno dei suoi 28 paesi che ne fanno parte. E la Turchia, guardata con diffidenza dalla Francia, non esiterebbe farvi ricorso.

 

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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