domenica 19 novembre 2017

La Turchia anti Russia
spacca il fronte contro Isis

In copertina i due piloti russi uccisi. La Turchia, paese Nato, abbatte un jet russo impegnato contro l’Isis per aver sfiorato il suo territorio. I piloti paracadutati uccisi da ribelli anti-kurdi. Putin: ‘Una pugnalata alla schiena da chi è complice del terrorismo’. Obama si schiera con Ankara.

Putin, ‘Una pugnalata alle spalle da parte dei complici del terrorismo’.

 

Obama, ‘La Turchia ha il diritto di difendere il proprio territorio’.

 

Difenderlo da che?

 

Nato. Imbarazzo in casa atlantica e su tutto il fronte occidentale di fronte alla Turchia di Erdogan sempre più islamizzata e imprevedibile.

 

Cosa sta accadendo nel caos delle sfida terroristica al mondo?

Perché l’ordine di Ankara per abbattere un aereo che stava colpendo Isis?

Perché la Turchia di Erdogan ha voluto rompere il fronte che Francia e Russia avevano schierato contro Isis?

 

 

L’incidente prima o poi doveva forse accadere era prevedibile.

Vere o presunte violazioni di spazio aereo. Tensione ulteriormente alzata dopo che l’avanzata dell’esercito siriano nel nordovest del paese aveva raggiunto villaggi occupati dalle forze ribelli turkmene che sono il principale alleato di Ankara sul suolo siriano.

La Turchia aveva minacciato ‘gravi conseguenze’ se l’aviazione russa non avesse cessato di dare supporto all’offensiva siriana. E Ieri è accaduto.

 

La Turchia vuole impedire che la regione di Aleppo cada nelle mani dell’esercito siriano che con l’aiuto dei bombardamenti russi sta accerchiando la parte della città ancora in mano ai ribelli. E Ankara insiste per la creazione delle cosiddette ‘zone sicure’, aree occupate e interdette all’esercito siriano e ai suoi alleati nel nord della Siria. Escludere le milizie curde.

 

La scusa della minaccia anche terroristica tra i profughi per fermare l’avanzata delle milizie curde dell’Ypg lungo il confine e mantenere aperti i canali di collegamento con i gruppi ribelli islamisti siriani da sempre appoggiati da Ankara. Una strategia cui si oppone l’azione sul campo di Mosca e ora anche la diffidenza di Parigi.

 

La Turchia che non ha alcuna intenzione di rinunciare all’obiettivo di rovesciare Assad, si è sentita aggirata dall’apertura della Francia nei confronti di Mosca. E Ankara ha giocato pesante abbattendo il jet russo. Imponendo all’occidente di scegliere se schierarsi con la Russia di Putin o con Ankara, che fa parte della Nato ed è dunque coperta dalla clausola di mutua assistenza in caso di attacco.

 

Ora tutto dipende dalla reazione russa. Mosca ha smentito la versione della Turchia, sostenendo di avere le prove che il suo aereo non aveva violato lo spazio aereo turco. Oltre le parole durissime di Puntin, la Russia ha tutto l’interesse a cercare di salvare il disgelo. Salvo orgoglio nazionale. E presto la scadenza sulla sanzioni per l’Ucraina.

 

Il Califfato che sta subendo i colpi di Mosca, sentitamente ringrazia.

 

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