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domenica 17 20 Novembre19

Francia: raid diplomatico
per le alleanze di guerra

Ieri a Parigi il primo ministro britannico David Cameron mentre il 25 novembre sarà il turno di Angela Merkel. Oggi Hollande incontrerà a Washington a Barack Obama. Il giro di consultazioni si chiuderà il 26 novembre, quando il presidente francese sarà a Mosca con Vladimir Putin

Ieri mattina il primo ministro britannico David Cameron, il 25 novembre sarà il turno di Angela Merkel, poi toccherà a Renzi. Ma Hollande oggi vola a Washington da Barack Obama. Il giro di consultazioni si chiuderà il 26 novembre, quando il presidente francese sarà a Mosca da Vladimir Putin a proporre la ‘grande coalizione’ di cui la Francia chiede la formazione.

 

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Se la Russia parteciperà alla coalizione, ricorda Guetta su Internazionale, l’Is dovrà affrontare la stessa potenza di fuoco e lo stesso fronte politico che l’occidente, la Russia e i paesi arabi avevano costituito nel 1990 per cacciare l’esercito iracheno di Saddam Hussein dal Kuwait. A quel punto l’annientamento militare dell’Isis sarebbe essere solo questione di mesi.

 

 

Potrebbe accadere che Stati Uniti, Europa e Russia chiudano alcune stanche divergenze, a partire dall’Ucraina, per tornare a vedere i due pilastri del continente, l’Unione europea e la Federazione russa, stringere quell’accordo di cooperazione economica e stabilità politica di cui hanno entrambe bisogno. Basterebbe un accordo nel Consiglio di sicurezza Onu.

 

 

L’obiettivo e i problemi. David Cameron sta cercando di convincere il suo parlamento all’intervento contro l’Is in Siria. Obama il 22 novembre ha promesso, “Li elimineremo”, invitando la Russia ad accettare una transizione in Siria che preveda l’uscita di scena di Assad e a diventare un “partner” di questa battaglia. Da convincere russi e iraniani sulla sfere di influenza.

 

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Ieri Putin era a Teheran dalla guida suprema Ali Khamenei, la più alta autorità del paese e capo dell’esercito. I due alleati di Assad stanno concordando una linea comune e probabilmente chiederanno garanzie sul mantenimento della loro influenza in Siria. Un negoziato già avviato che le visite di Hollande a Washington e Mosca potrebbero sigillare.

 

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