• 28 Febbraio 2020

Il ‘Terrorismo di guerra’
la Costituzione francese
e le spie del giorno dopo

Quella dei terroristi Isis è azione di guerra e quindi la Francia è in guerra. Una guerra appena agli inizi che rischia di cambiare da subito la Francia, l’Europa, il mondo occidentale nella concezione condivisa di democrazia e dei diritti. La Francia inizia dalla Costituzione. Il prezzo della sicurezza, spiega qualcuno. Sperando che il prezzo sia giusto.

 

Hollande maesigliese fb

 

Il presidente francese Hollande a Versailles davanti le Camere riunite dichiara che la Francia è in guerra. Il «Terrorismo di guerra». E in Francia serve un regime costituzionale in grado di gestire la lotta a questo nemico. «Ritengo, in coscienza, che dobbiamo far evolvere la nostra Costituzione per agire contro il terrorismo di guerra», ha spiegato Hollande. In vista le riforme dell’articolo 16 sui poteri straordinari del presidente in caso di minaccia allo Stato, e del 36 sullo stato di guerra e sugli interventi armati all’estero.

 

La Francia, di fatto prigioniera degli eventi, ha annunciato, ‘più guerra’ in risposta al ‘Terrorismo di guerra. «Non dobbiamo contenere quest’organizzazione, la dobbiamo distruggere». ha aggiunto Hollande riferendosi all’Isis. E’ ancora la fase delle emozioni, delle reazioni condizionate dagli eventi immediati, poi verrà la saggezza e la strategia, speriamo. Nel frattempo, la minaccia continua.

 

 

Il direttore della Cia John Brennan.
Il direttore della Cia John Brennan.

 

ALLARMI DEL GIORNO DOPO

 

‘Ci sono ulteriori attacchi dell’Isis in cantiere”. Lo afferma il direttore della Cia, John Brennan. ”La loro agenda è uccidere”. Quelli dell’Isis sono degli ”assassini sociopatici”. Gli attacchi a Parigi ”non sono una sorpresa, sono stati attentamente pianificati in un paio di mesi. Abbiamo avuto degli allarmi strategici”. La comunità internazionale deve “impegnarsi urgentemente” a un “livello senza precedenti” di coordinamento di intelligence e diplomazia.

 

Allarmi del giorno dopo e buoni propositi. Dopo la Cia il premier francese Manuel Valls alla radio. “Il terrorismo può colpire ancora nei prossimi giorni. Dobbiamo convivere con questa minaccia per poterla combattere”. La minaccia del terrorismo, ha aggiunto Valls, durerà a lungo. “Il governo francese sapeva che si stavano preparando attacchi non solo in Francia ma in tutta Europa”.

 

Secondo il New York Times, gli Usa avevano avvertito la Francia di un possibile attacco. “Abbiamo avuto indicazioni che stava accadendo qualcosa, ma non c’erano abbastanza informazioni per intervenire”, ha detto uno dei funzionari dell’intelligence al quotidiano. “Non sapevamo quando e dove sarebbe stato”. Fumo.

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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