sabato 20 luglio 2019

BASTIAN CONTRARIO
Volkswagen Gate
Lo zampino di Angela

Angela Merkel si era lamentata col governatore della California dei limiti Usa troppo severi per le emissioni inquinanti. Danneggiavano l’industria tedesca. E per bypassare quelle norme è spuntato il software-truffa della Volkswagen. Ma cosa sapeva allora la cancelliera della potente Germania?

Cinque anni fa Angela Merkel, leader della Germania, ovviamente faceva lobby per l’industria tedesca. Niente di sorprendente per il Bastian. Peccato che in un incontro con il governatore della California si fece portavoce di una lamentela della Volkswagen: ci sono limiti troppo severi per le emissioni inquinanti, e aggiunse che la California, con le sue norme severe sugli ossidi di azoto, “danneggiava l’industria tedesca”. Proprio per bypassare quelle norme troppo severe la VW inventò il software-truffa che ha portato all’attuale dieselgate. Cosa sapeva allora la Merkel? E chi le aveva suggerito di intervenire? Certamente non un impiegato…

 

montecassino

 

Da seguire la vicenda del capo del monastero di Montecassino, don Pietro Vittorelli: serate mondane con ecstasy, viaggi in alberghi di lusso, 34mila euro spesi in un solo mese e 500mila depositati sui suoi conti personali. Si è impossessato anche dei soldi dell’8 per mille “impiegandoli per propri interessi personali”. Papa Francesco lo aveva invitato a ritirarsi a vita privata in una abbazia nel padovano. Non lo ha ascoltato, e sono arrivati i carabinieri.

 

Il presidente Mattarella elogia l’Italia per “le sue riforme molto incisive” e aggiunge che la riforma del Senato va bene e che il riassetto della Pubblica Amministrazione afferma i valori della legalità. Negli stessi giorni l’Ocse alza le stime per l’Italia: Pil in crescita dello 0,8% nel 2014 e dell’1,4% nel 2016, mentre la disoccupazione continua a crescere. Al Bastian contrario sembra che qualcuno in Italia –Presidente Mattarella a parte- non se ne sia accorto, o non vuole accorgersene (il che porta allo stesso risultato).

 

tronca

 

Il Comune di Roma deve tagliare la spesa corrente di altri 229 milioni di euro entro il 2016. Ma c’è la gestione del Giubileo, e le spese che Roma Capitale dovrà affrontare per la semplice gestione degli eventi. Francesco Paolo Tronca indica in 50 milioni di euro (compreso il costo degli straordinari dei vigili urbani) le spese a carico di Roma capitale, per ospitare l’anno Santo, tra fine 2015 (cioè adesso) e il 2016. Le cifre del Bilancio pluriennale 2015-2017 che Marino ha lasciato a Tronca sono talmente poche che varcano il confine della riduzione della spesa corrente. Che fare? Marino (le cui note spese “incriminate” erano firmate da un segretario del sindaco) ormai se ne frega, andrà a finire con un ulteriore “prestito” da parte della gestione commissariale del debito pregresso. E poi la palla andrà al prossimo sindaco….

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