Privacy Policy
mercoledì 18 Settembre 2019

Cameron all’Ue. Tanta spocchia ‘siamo inglesi’

David Cameron detta le condizioni per restare nell’Unione europea. Il premier britannico ha scritto una lettera al presidente dell’Unione europea Donald Tusk con molte richieste da negoziare in vista del referendum sull’adesione del Regno Unito all’Unione europea. Vagamente ricattatoria

La lettera del premier britannico David Cameron al presidente dell’Unione europea Donald Tusk con una lista di richieste da negoziare prima del referendum sull’adesione del Regno Unito all’Unione europea anche si terrà entro la fine del 2017. Un non troppo velato ricatto.
La lettera lunga sei pagine spiega che tutte le quattro richieste si possono racchiudere in una singola parola, ‘flessibilità’.

Le richieste principali del premier britannico sono quattro:

1) Assicurare che i paesi dell’euro non impongano regole senza l’accordo di chi non fa parte della moneta unica.

2) Stimolare la competitività economica.

3) Prevedere l’opt-out, la possibilità per il Regno Unito di chiamarsi fuori dai trattati che prevedono un’Unione europea sempre più unita, e il rafforzamento dei parlamenti nazionali.

4) Applicare restrizioni sull’immigrazione dagli altri paesi dell’Unione europea, dando accesso al welfare e agli assegni familiari per i cittadini non britannici solo dopo quattro anni di permanenza nel paese, ma anche ai britannici che ritornano in patria dopo aver vissuto all’estero.

L'Euroscetticismo di Cameron con Barroso
L’Euroscetticismo di Cameron con Barroso

Un po’ più nei dettagli

a) Il governo britannico teme che i 19 paesi dell’euro possano approfittare dell’essere maggioranza nell’UE per approvare riforme senza il consenso di chi non fa parte dell’euro. I britannici sono interessati soprattutto alle riforme dei mercati finanziari, particolarmente importanti per Londra.
Il problema è che un simile meccanismo andrebbe inserito nei trattati fondamentali dell’Unione e i tempi tecnici rendono impossibile arrivare a quest’obiettivo entro la fine del 2017

b) Mettere la competitività nel DNA dell’intera Unione Europea.
Questo è il più semplice tra gli obiettivi enunciati da Cameron quanto è vago. Il governo britannico fa riferimento soprattutto alle norme e ai regolamenti europei che possono frenare lo sviluppo dell’economia: chiede di rimuoverli, e chiede di rendere più facile la circolazione di merci, capitali e servizi.

c) Mantenere la sovranità del Regno Unito.
Il governo britannico chiede che sia data al Regno Unito la possibilità di recedere dall’impegno per ‘ un’unione ancora più stretta’ con gli altri paesi dell’Unione Europea. L’Unione che c’è basta e avanza, polemizza educatamente Cameron. Non ‘ever closer union’, basta sempre più unione. Anzi, allentare i vincoli. Cameron chiede di introdurre una norma che permetta ai parlamenti dei singoli paesi, coalizzandosi, di bloccare norme decise dal Parlamento europeo.

d) Controllare l’immigrazione e limitare gli abusi della libertà di movimento.
Una legge sul diritto di asilo che conceda sgravi fiscali, case popolari e bonus per i figli solo agli stranieri che risiedono nel paese da almeno quattro anni. Cameron chiede inoltre che quando un nuovo paese entra nell’Ue, i suoi cittadini non abbiano immediatamente diritto alla libertà di movimento negli altri paesi finché l’economia del loro paese non si è “allineata” con quella del resto dell’Unione.

Nel presentare le sue richieste, che dovranno essere discusse dalla Commissione e dai capi di stato e di governo dei paesi membri, Cameron si è rivolto direttamente ai cittadini britannici: «Questa è una decisione fondamentale per il nostro paese, probabilmente la più importante che avremo modo di prendere nell’arco delle nostre vite. E sarà una decisione definitiva».

Dubbi regali?
Dubbi regali?

Quesito e parti in causa

Il voto si terrà entro il 2017 e sottoporrà agli elettori questo quesito:

«Should the United Kingdom remain a member of the European Union or leave the European Union?». (“Pensi che il Regno Unito dovrebbe rimanere un membro dell’Unione Europea o lasciare l’Unione Europea?”).

Cameron ha detto che spera che le sue richieste vengano accolte, e che in quel caso farebbe campagna elettorale perché il paese rimanga nell’UE.

Jeremy Corbyn, nuovo segretario del Labour, ha detto che prima di prendere una decisione vuole vedere se e come Cameron cambierà le condizioni per la permanenza del Regno Unito.

Lo UKIP, il partito di destra xenofobo e nazionalista guidato da Nigel Farage, ha già detto che intende votare per l’uscita dall’UE.

I Liberaldemocratici, i Verdi e gli indipendensti scozzesi e gallesi intendono votare invece per la permanenza nell’UE

La prima e ultima volta che i cittadini britannici si sono espressi sui rapporti tra Regno Unito e Unione Europea è stato nel 1975, quando ratificarono con un referendum l’entrata del paese nella Comunità Economica Europea, la CEE.

 

Potrebbe piacerti anche