domenica 18 Agosto 2019

SPIGOLATURE 3
La voglia di sinistra
e il gioco a mosca cieca

Tema controverso. Il Pd renziano decisionista e dichiaratamente moderato, e parte delle sinistra interna che dopo molte sofferenze decide l’ennesima scissione. La lettura di Massimo Nava, dalla lontana Parigi, toglie qualche enfasi di troppo alla cose di casa, offre dubbi e aspetta altre opinioni

Con tutto il rispetto possibile per le opinioni e gli slanci ideali che le sorreggono, trovo davvero difficile comprendere il senso della scissione a sinistra del PD che, oltre tutto, tenta senza riuscirci di mettere insieme anime e personalità diverse.

 

Più che mettersi insieme attorno a un progetto, che poi è la solita ‘cosa’ che non c’è da almeno vent’anni, i protagonisti sembrano unirsi nella critica personale al metodo Renzi e ad alcune scelte del governo.

 

Tutto legittimo, ma è necessaria una scissione per dirlo? Non basta la critica interna in tutte le sedi piú opportune?

Possibile che la lezione di Bertinotti non abbia insegnato nulla?

Possibile che sia già stato rimosso il ventennio berlusconiano agevolato da risse interne e dalla debolezza della sinistra?

Possibile che i puristi si scandalizzino dei rapporti con Verdini dimenticando l’alleanza con un certo Mastella?

Possibile che si preferisca correre il rischio di consegnare l’Italia a Grillo e Salvini?

 

Se non si vedono questi rischi, vuol dire che i progetti della nuova sinistra nascono con gli occhi bendati. Ma il gioco a mosca cieca non é previsto in politica, salvo togliere la benda e scoprire che al potere è tornata la destra.

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