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martedì 15 Ottobre 2019

C’ERA UNA VOLTA
Quando anche in Vaticano le spie erano una cosa seria

Altre trame vaticane e altri tradimenti. 1948 nell’Italia contesa e affamata. Edward Prettner Cippico, monsignore, arrestato in Vaticano per traffico di valuta scappa e finisce poi a Regina Coeli. Fu anche indicato come possibile spia sia di Mosca che di Washington. Perdonato, rimase sacerdote

La storia della Santa sede non è mai stata scandita esclusivamente da concili, sinodi, bolle papali o encicliche e si sono spesso verificati episodi ancora oggi poco chiari. Il paradosso è che oggi, dopo parecchi secoli, sappiamo ad esempio che la leggenda nera di Lucrezia Borgia non risponde affatto al vero, mentre su altri ‘misteri’ a noi molto più vicini nel tempo non sappiamo praticamente nulla. D’altra parte un luogo come il Vaticano, da almeno due millenni al centro del mondo, non è mai stato totalmente sicuro e impenetrabile all’interno delle proprie mura, ma al contrario ha subito molte violazioni dall’esterno, per non parlare poi di altre vicende poco chiare partite invece dal suo interno.

Il carcere romano di Regina Coeli dove il monsignore latitante dal Vaticano fu poi incarcerato
Il carcere romano di Regina Coeli dove il monsignore latitante dal Vaticano fu poi detenuto

Una vicenda recente e abbastanza nota fu quella di monsignor Edoardo Prettner Cippico (1905-1983), condannato nel 1948 da un tribunale vaticano per aver falsificato dei documenti ufficiali allo scopo di mettere in piedi un lucroso traffico di valute. Incarcerato in una torre all’interno del Vaticano, eludendo la sorveglianza – che evidentemente non era rigorosissima – dopo tre settimane riuscì ad evadere finendo però tra le braccia della polizia italiana che lo trasferì questa volta a Regina Coeli. Poiché aveva commesso reati anche in Italia, rimase ancora un paio d’anni nel carcere romano (evidentemente più efficiente di quello pontificio) e fu rilasciato nel 1951. L’accusa era quella di aver sottratto dei gioielli e di averli rivenduti per alimentare il traffico di valuta, ma dopo un lungo processo per truffa, con la revisione del processo nel 1956 tornò libero.

Nel 1959 ottenne infine il perdono da Giovanni XXIII: fu annullato il provvedimento canonico che lo aveva privato dello status sacerdotale, poté tornare a vivere nel suo appartamento in via Angelica e gli fu concesso di poter celebrare la messa, purché solo all’interno dell’abitazione. La gratitudine nei confronti di papa Giovanni fu indubbiamente grande e in molti discorsi e atteggiamenti il monsignore riabilitato divenne sostenitore attivo e convinto delle riforme che si andavano attuando. Poco noto è che il suo entusiasmo per il nuovo clima di rinnovamento fu espresso anche in un libro stampato nel 1962 dal titolo profetico «La Chiesa verso il 2000», un piccolo viatico alle soglie del grande concilio che oggi verrebbe quasi voglia di riprendere in mano.

L'Italia del 1948
L’Italia del 1948

In realtà monsignor Cippico, che aveva comunque maturato grande esperienza nella diplomazia vaticana avendone fatto parte dal 1935, continuò ad intrattenere rapporti con il mondo delle relazioni internazionali. Nel dopoguerra d’altra parte aveva ottenuto dall’Oss (il servizio americano prima della Cia) un attestato di benemerenza per ‘importanti servigi resi’ firmato addirittura da William J. Donovan in persona. Non gli fu affatto difficile quindi intrattenere cordiali rapporti di collaborazione con un funzionario dell’ambasciata ungherese (in realtà un agente del Kgb) al quale fece pervenire copie delle relazioni della nunziatura a Bonn sulla Germania degli anni Sessanta e sui tentativi di avviare la cosiddetta Ostpolitik.

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