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martedì 12 Novembre 2019

L’aereo caduto nel Sinai
e il terrore da fantascienza

Ad insistere sull’ipotesi bomba per l’aereo precipitato nei Sinai sono le agenzie di intelligence britanniche e americane. Ed ecco che dagli scenari strategici del Financial Times, escono fuori dettagli di strumenti terroristici semplicemente da fantascienze. Puro terrore senza rimedi

Se bomba è stata, sarebbe il primo attacco del genere da quando attentatori ceceni hanno distrutto un paio di aerei russi nel 2004. Pur non potendo ancora escludere l’attacco missilistico, come quello che ha abbattuto il volo della Malaysia Airlines sull’Ucraina, FT sostiene che al-Qaeda nello Yemen, l’AQAP, starebbe facendo passi tecnologici da gigante nello sviluppo di bombe non metalliche e non rilevabili.

 

AQAP avrebbe tentato due attacchi con una bomba nascosta nella biancheria intima e anche una bomba rettale, attentati falliti nel 2009 e col contrabbando di esplosivi a bordo di aerei cargo Usa. C’è anche la storia di un Arabo saudita agente doppio infiltrato in AQAP che avrebbe recuperato un dispositivo del genere nel 2012. Esisterebbero dunque ordigni in grado di sfuggire ai normali controlli di sicurezza passeggeri.

 

Sempre se di bomba si è trattato, nella alternativa tra ordigni fanta-terroristici e semplice inadeguatezza dei controlli di sicurezza.

 

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Per completezza, il testo delle parti interessate in inglese

 

If British and American intelligence agencies are correct in their suspicion that a bomb on board brought down the Russian plane that crashed in Egypt’s Sinai peninsula last week, it would mark an important moment for the rapidly evolving jihadist threat.

For one thing, it would be the first such attack since Chechen bombers destroyed a pair of Russian aircraft in 2004. While attention has been on possible missile attacks, like that which bought down Malaysia Airlines Flight 17 over Ukraine in 2014, al-Qaeda’s branch in Yemen (AQAP) has been making technological strides in the development of undetectable, non-metallic bombs.

 

AQAP attempted two failed attacks using an underwear bomb and even a rectal bomb in 2009 and smuggled explosives aboard US-bound cargo planes in 2010. A Saudi double agent inside AQAP even retrieved one such device in 2012, but the group boasted of a new design last December. The novelty would be if the Islamist militants of Isis, rather than AQAP, had been the ones to actually succeed.

Al-Qaeda and Isis are now bitter rivals, having acrimoniously split up early last year. If Isis was responsible, there is of course every chance that such an attack succeeded because of lax security procedures rather than any novel bomb design.

 

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