Privacy Policy Pasticcio Afghanistan L'Italia zitta zitta impegna 900 soldati -
sabato 14 Dicembre 2019

Pasticcio Afghanistan
L’Italia zitta zitta
impegna 900 soldati

Data simbolica, festa delle Forze Armate, cerchiamo di capire in che guaio ci stanno trascinando gli alleati Usa in Afghanistan con complicità in casa. Non soltanto il prolungamento di un anno della missione (poi si vedrà), ma aumenterà il contingente a 900 uomini per ‘garantirci la sicurezza’

Dovevamo formalmente decidere se dire sì o no alla richiesta americana di prolungare la nostra missione militare in Afghanistan almeno fino al 2017. Ci stava ‘pensando il governo’ -avevano detto- ma dopo aver già preso un preciso impegno col segretario alla Difesa Usa in visita in Italia. Lo deve decidere il parlamento, fu ripetuto. Ma cosa sarà chiamato ad avallare?

Si parla di ‘Permanere’ delle truppe italiane: quelle che c’erano ma a decrescere, come accade ormai da quattro anni, dal tetto massimo di 4.500 effettivi raggiunto nel 2011?

Addestrate fonti italiane che avevano fatto trapelare la richiesta di Washington di prolungare la missione avevano subito escluso ogni possibile incremento del contingente. Infatti.

 

afgan soldati ita sito

 

Pochi giorni fa il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi in Parlamento annuncia la decisione del governo di “rimodulare la pianificazione di rientro di alcune capacità del contingente in Afghanistan”.

«Rimodulare». Chi ha suggerito il verbo ‘rimodulare’ è un genio del depistaggio ammorbidente, da servizi segreti subito.

«Rimodulare», rivedere in aumento il nostro contingente (“in misura ritenuta idonea a compensare il rientro della parte del contingente spagnolo che era dedicata alla Force Protection”). Eccezionale il seguito.

«Rimodulare il rientro di alcune capacità del contingente dall’Afghanistan», che vuol dire schierare non solo addestratori ma truppe e mezzi da combattimento per difendere gli addestratori.

 

 

Madrid ha completato già dal 25 ottobre il ritiro dei suoi ultimi 235 militari da Camp Arena, la grande base all’aeroporto di Herat che ospita anche le truppe italiane. Tra questi anche una compagnia di fanti adibiti alla protezione della base il cui compito verrà assolto -scopriamo adesso- da un altro centinaio di militari italiani portando quindi il totale delle forze in Afghanistan a circa 900 effettivi, secondo per consistenza solo al contingente schierato in Libano e ormai ‘accasato’ senza molto senso.

I reparti italiani, precisa Analisi Difesa, pur non avendo compiti di combattimento, includono un’unità di forze speciali, una compagnia di intervento rapido e 10 elicotteri tra NH-90 da trasporto e Mangusta da attacco. Non poco.

 

 

I motivi del prolungamento dell’impegno afghano sono stati spiegati dallo stesso Obama e non consolano. Le forze afghane non sono ‘ancora’ in grado di combattere da sole come ha dimostrato la battaglia di Kunduz City a inizio ottobre, dove l’aviazione Usa hai poi colpito l’Ospedale di Medicin Sans Frontieres.

Quattordici anni dopo l’intervento anti Bin Laden del 2001, siamo ancora a questo punto? E dovrebbero bastare un po’ di addestratori e i nostri 900 italiani?

Osservatori acuti già parlano di Kabul, come futura Saigon americana. E noi ci siamo offerti volontari per stare nel mezzo.

 

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Soldati e soldi. Ultima annotazione, meno nobile tra tutte, ma di immediato rilievo.

La partecipazione all’operazione della Nato ‘Resolute Support’, col compito di addestramento e consulenza alle forze afghane, ci costa quest’anno 185 milioni di euro. Ma il preventivo era legato al precedente contingente ridotto e di soli addestratori.

Impegno che appare fuori misura se confrontato coi poco meno di 200 milioni assorbiti dalle forze schierate in Kurdistan e Kuwait nella Coalizione anti Isis che incombe alle porte di casa nostra.

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