• 28 Febbraio 2020

Come ti strozzo Internet
Web libero sarà un ricordo

Tutto il traffico di Internet nasce uguale, ma una parte è più uguale di un’altra. Soprattutto se gestita dalle grandi multinazionali del web. Operatori piglia tutto con la complicità del parlamento europeo che ha appena approvato un pacchetto di norme poco chiare, che rischiano di limitare la libertà della Rete. Corsie preferenziali e strozzatura del web a favore di “servizi speciali” online non meglio definititi. Mentre ai comuni mortali restano le briciole da pagare a peso d’oro. Che fine farà la libertà di internet? Da domani potrebbe essere un lontano ricordo. Con buona pace dell’idea originaria di neutralità della rete.

 

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Partiamo dal principio. Strasburgo ha da poco varato una riforma di internet, il cui maggior pregio è la cancellazione progressiva dell’odiato roaming internazionale. Dietro questo provvedimento si nasconde la vera manovra, secondo gli specialisti del web, i legali e gli attivisti pro web libero. La maggioranza del parlamento Ue ha infatti asfaltato sia gli emendamenti presentati dai Verdi e dalla Sinistra del Gue, sia la proposta degli euroscettici dell’Efdd (M5S e Ukip) di bocciare per intero la legge.

 

L’accusa è che in cambio dell’addio al roaming le multinazionali hanno ottenuto di poter intervenire direttamente sul traffico internet. Apparentemente per prevenirne eventuali congestioni. È come se nel tubo di dati web venissero applicati dei rubinetti da aprire e chiudere a piacimento dei gestori. Proprio questa facoltà – sostengono i no riforma – apre la strada all’arbitrarietà dei flussi dati da parte dei provider, che possono decidere quali servizi accelerare e quali rallentare. Cancellando di fatto la neutralità della rete.

 

Ma c’è di più: se prima gli operatori permettevano accesso illimitato a servizi come Facebook o Twitter, domani potrebbe non essere così. Col rischio di dover pagare quello che oggi è gratuito. Inoltre la mancata definizione dei servizi specializzati lascia troppa libertà agli operatori di rete, col reale rischio di discriminazioni. Una legge troppo vaga – secondo la consuetudine europea – la cui disciplina sarà lasciata ai regolatori nazionali. Contrario alla riforma è anche Tim Berners Lee, padre del world wide web, che ha lanciato un appello per non affossare la democraticità della rete.

 

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Mentre una lettera aperta al parlamento europeo arriva dall’associazione Electronic frontier network preoccupata per le “eccezioni che mettono in pericolo il futuro dell’innovazione delle startup e della crescita economica nell’Ue”. Il testo è stato sottoscritto tra gli altri anche da Etsy, Tumblr e Kirkstarter. Mentre tra le imprese che hanno apertamente sostenuto gli emendamenti bocciati ci sono Netflix, Reddit, Foursquare, Soundcloud e Vimeo. Ma a pagare il prezzo più salato sarà la maggioranza – da domani più silenziosa – del popolo della rete. Che passa dalla libera espressione in internet alle manette del web.

Remocontro

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