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lunedì 18 20 Novembre19

Lo ‘scarica migranti’
dell’Unione che non c’è

Migranti disperati scaricati sul Paese vicino come un contagio. Dalla Libia all’Italia. Dalla Siria alla Turchia, dalla Turchia alla Grecia, e poi Macedonia, Serbia, Ungheria dove trovano filo spinato, la Croazia. Ora la Slovenia diretti in Germania passando, se serve, da Trieste, Gorizia, Tarvisio

ULTIM’ORA

 

MIGRANTI, ACCORDO IN EXTREMIS SUI BALCANI

CHI NON SI REGISTRA NON AVRÀ DIRITTI

ACCOGLIENZA, 100MILA NUOVI POSTI

 

Primo passo nel tentativo di rallentare e gestire l’esodo finora incontrollato dei migranti in marcia verso l’Europa lungo la ‘Rotta balcanica’.

Principi chiave: la registrazione dei migranti che altrimenti non avranno diritti e la creazione di 100mila posti di accoglienza, di cui 50mila in Grecia e altri 50mila nei Paesi lungo i Balcani.

 

STORIA ‘Rotta balcanica da Solimano in poi’

http://www.remocontro.it/2015/09/02/rotta-balcanica-mafie-sulle-tracce-solimano/

 

Nessun Paese potrà più scaricare in massa i migranti alle frontiere dei vicini senza prima il loro accordo, mentre questi dovranno essere registrati.

‘Senza registrazione, nessun diritto’, ha messo in chiaro Juncker. Poi il rimpatrio di chi non ha diritto alla protezione internazionale.

Infine un maggior controllo delle frontiere esterne mettendo in campo l’incerta Frontex.

 

 

 

La crisi ultima è esplosa nella piccola Slovenia dove la marea di profughi scaricati dalla Croazia soverchia popolazione e territorio del micro Stato. Flusso inarrestabile e ‘scarica barile’ di disperati accompagnati da un Paese all’altro, sino alla prossima ondata che seguirà. Nuovi fili spinati e altre rotte alternative trovate dalla disperazione dei fuggitivi. Mini summit sigillato oggi a Bruxelles dei capi di Stato e di governo dei Paesi della rotta dei Balcani europei ed extra-Ue, per cercare un accordo operativo per superare la fase delle accuse reciproche e la tattica dello scaricabarile.

Notizie filtrate poche e scoraggianti. La prima somiglia allo svuotare il mare con un bicchiere. L’Ue -scrive l’agenzia Reuters- manderà più di 400 guardie di frontiera nei Balcani. L’agenzia stampa cita la bozza di un documento in discussione al vertice. La decisione sarebbe stata presa per gestire il flusso nei migranti nella zona, dopo che la Bulgaria, la Serbia e la Romania hanno minacciato di chiudere a loro volta le loro frontiere. Le guardie saranno inviate entro una settimana. A fare cosa non si sa.

 

rotta balcanica mappa 600

 

E siamo alla notizia più certa e ancora più scoraggiante. Altri tre paesi dei Balcani minacciano di chiudere le frontiere. La Bulgaria, la Romania e la Serbia hanno detto di essere pronte a bloccare il flusso di migranti se l’Austria e la Germania chiuderanno il loro confine. L’ha dichiarato il premier bulgaro, Bojko Borisov. La cinica strategia del “Tappo”: se tu Paese meta del migranti blocchi le frontiere e imprigioni in casa mia i profughi in transito, io blocco le mie frontiere a sud e mando in crisi il Paese confinante. Crudele catena di ‘Sant’Antonio’ sulla pelle di disperati per strada alle soglie dell’inverno.

Ma torniamo a Bruxelles, per quel poco che è trapelato. Adn Kronos: ‘Un piano operativo in 16 punti per cercare di coordinare l’arrivo dei profughi sulla rotta dei Balcani verso l’Europa centrale ed evitare la creazione di nuove barriere sul modello dell’Ungheria’. Al summit ristretto, convocato su richiesta tedesca partecipano i leader di Austria, Germania, Grecia, Bulgaria, Croazia, Ungheria, Romania e Slovenia e, fra i Paesi non Ue, Serbia e della Repubblica di Macedonia. Al tavolo anche i direttori di Frontex ed Easo e l’Alto commissario dell’Onu per i rifugiati. Italia esclusa.

 

Migrants in Croatia

 

Nella bozza di accordo a cui alcuni dei Paesi partecipanti si sono già opposti, gli Stati si dovrebbero impegnare a non far uscire dal proprio territorio i migranti senza un accordo con i Paesi vicini, molti dei quali si sono attrezzati con muri e barriere di filo spinato. I governi dovebbero inoltre mettersi in contatto in 24 ore per scambiarsi informazioni sull’arrivo di migranti e per decisioni concordate. I numeri dei flussi dovranno essere condivisi ‘rapidamente’. Si chiede inoltre che anche i Paesi balcanici registrino e accolgano i profughi e che si impegnino a trattarli ‘in modo umano’.

Strategia da ‘Bacchetta magica’, un po’ più di guardie ai confini ad arrestare l’innarrestabile? Far diga alla piena del fiume? Oppure agire a monte, e come e con quali tempi ipotizzabili. Quello che a maggio qualche fantasista Ue aveva così definito: “Un programma ‘onnicomprensivo’ capace di perseguire le bande criminali, i trafficanti e i proprietari delle imbarcazioni […] e di stabilizzare i paesi da cui provengono queste persone”. Cosucce da niente: ‘stabilizzare’ la Siria, la Somalia e la Libia, di rovesciare la dittatura in Eritrea, porre fine alla povertà in Africa occidentale, e una occhiata anche allo Yemen, che non guasta.

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