Privacy Policy La Nato informa l'Italia che resta in Afghanistan Il Parlamento ringrazia -
sabato 18 Gennaio 2020

La Nato informa l’Italia
che resta in Afghanistan
Il Parlamento ringrazia

L’Italia resta in Afghanistan. Lo fa sapere al Paese e Parlamento la Nato. Per bocca del suo rude comandante, il generale statunitense Philip Breedlove, che scavalcando governi e parlamenti ha affermato che Italia, Germania e Turchia sono disposti a mantenere l’attuale presenza militare

Il generale statunitense Philip Breedlove, comandante supremo della NATO in Europa, è personaggio rude, più adatto alla guerra che alla diplomazia. Infatti, scavalcando governi e parlamenti dei Paesi alleati ha affermato che Italia, Germania (850 militari a Mazar-i-Sharif) e Turchia (500 effettivi a Kabul) sono disposti a mantenere l’impegno militare in Afghanistan al fianco delle forze USA “agli attuali livelli”. Qualche ministro di casa nostra doveva essere distratto. O forse non è stato neppure consultato, visto quanto conta nei fatti.

 

Nato Usa

 

I 760 i soldati italiani schierati attualmente in Afghanistan -una sessantina a Kabul e il resto nel quartier generale di Herat, nell’ovest- resteranno nel Centrasia e ‘manterranno l’attuale consistenza fino alla fine della missione’. Questa è la versione Ansa raccolta ‘ai piani alti della Difesa’. Con la pezza a rincorrere il buco, del passaggio parlamentare che dovrà ‘sancire il prolungamento della missione’. Ma intento vale la certezza del generalone Usa ieri a Trapani in occasione della presentazione dell’esercitazione “Trident Juncture”.

 

In realtà la presenza militare italiana che, per far fronte all’uscita di scena dei militari di altri Paesi e garantire la sicurezza, già da qualche tempo aveva aumentato il contingente rispetto ai 500 uomini previsti alcuni mesi fa dal governo. Quel ‘qualcosa in più’ di cui nessuno ha mai detto ufficialmente dato notizie, “ma -giura la fonte ANSA- non è previsto un rafforzamento ulteriore”. Una bugia per volta, potrebbe essere la traduzione.

 

Non cambiano neppure i compiti della nostra partecipazione all’operazione Resolute Support, limitati ad addestramento e assistenza delle forze di sicurezza afgane, senza interventi in combattimento. Va però detto, a non rassicurare i faciloni, che intorno alla grande grande base italiana di Camp Arena, all’aeroporto di Herat, la situazione militare sta peggiorando rapidamente per le forze afghane. I talebani hanno interrotto la Ring Road a sud di assumendo il controllo del distretto di Shindand e più a sud di diverse aree della provincia di Farah.

 

Afghanistan (1)soldato

 

Ultima annotazione, i soldi.

 

Il Consiglio dei ministri ha approvato nei giorni scorsi il decreto legge che finanzia fino alla fine dell’anno la proroga delle missioni internazionali. 300 milioni. Per i primi nove mesi dell’anno erano stati 542 milioni di euro per le missioni altre alle spese per trasporto e assicurazioni, 99 milioni nell’intero anno. Stanziamento complessivo annuale, 1,2 miliardi di euro.

Ed ecco il conto spese: IRAQ 200 milioni; AFGHANISTAN 185 milioni; LIBANO 162 milioni;

KOSOVO 86 milioni; OPERAZIONE ATALANTA (antipirateria Oceano Indiano) 43 milioni;

EUNAVFOR MED 33,5 milioni; MISSIONI UE IN AFRICA 29 milioni; ACTIVE ENDEAVOUR (missione navale antiterrorismo nel Mediterraneo Orientale) 23,5 milioni.

 

Ma probabilmente non è tutto.

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