Privacy Policy C'ERA UNA VOLTA I Balcani di un secolo fa altre fughe altre cronache -
sabato 18 Gennaio 2020

C’ERA UNA VOLTA
I Balcani di un secolo fa
altre fughe altre cronache

La prima guerra mondiale nasce nei Balcani con l’uccisione e Sarajevo del principe ereditario degli Asburgo. E nei Balcani si sviluppa in un vortice di schieramenti locali con gli imperi asburgico, zarista e ottomano destinati alla scomparsa. Altre fughe di popoli allora, e un grande reporter

Mentre il transito dei migranti sembra espandersi a macchia d’olio su tutti i Balcani a partire dalle sponde dell’Egeo e risalendo verso nord, più il fenomeno cresce, più sembra toccare gli stessi luoghi dove esattamente un secolo fa si combatté la Prima Guerra mondiale. Ai primi di ottobre del 1915 i francesi sbarcarono infatti a Salonicco e alla metà dello stesso mese i bulgari alleati della Turchia entrarono in guerra contro Francia e Inghilterra.

Rispetto le guerre balcaniche, combattute due anni prima contro l’impero ottomano, la scelta di campo si era rovesciata e la Bulgaria attaccava ora la Serbia. Dall’attentato di Sarajevo in poi, con un’accelerazione sempre più spinta, dalla sponda adriatica al mar Nero tutti erano scesi in guerra: tutti contro tutti.

 

Il principe ereditario Ferdimando d'Asburgo a Sarajevo il giorno dell'attentato
Il principe ereditario Ferdimando d’Asburgo a Sarajevo il giorno dell’attentato

 

Benché oggi possa apparirci paradossale, prima del coinvolgimento totale nella guerra, anche mentre le relazioni reciproche stavano peggiorando, le frontiere tra alcuni stati erano meno militarizzate di oggi. Certo, i viaggiatori venivano controllati con una certa attenzione e probabilmente alcuni di loro – come nel caso del giornalista americano John Reed, autore de «I dieci giorni che sconvolsero il mondo» – trattati perfino con deferenza, ma nessuno ricorda barriere di filo spianto o altri ostacoli prima della guerra o nell’immediata fase preliminare.

Al suo ingresso in Bulgaria nel settembre del 1915 lo stesso Reed ricorda invece di essere stato accolto quasi con cortesia e scrive: «Soldati goffi ma affabili fingono di ispezionare i bagagli e mi rivolgono un sorriso di benvenuto». Non sembra affatto l’immagine di un paese che sta per entrate in guerra.

 

Postalcard della quadruplice alleanza destinata alla sconfitta
Postalcard della quadruplice alleanza destinata alla sconfitta

 

Altra frontiera varcata dall’intrepido americano una decina di giorni dopo è tra Bulgaria e Serbia, una linea che sta per diventare in pochi giorni un fronte di guerra. A Pirot, prima sosta in Serbia, descrive animate conversazioni tra ferrovieri, doganieri e ufficiali: preoccupati per le notizie provenienti da Sofia, alzano un po’ la voce, ma concludono con pesanti e amichevoli manate sulle spalle. «Ai bulgari – dicono tra loro – non conviene farci la guerra, perché in due settimane arriveremmo a Sofia».

Ancora più incredibile il terzo passaggio di una frontiera, ovvero quella serbo-greca in direzione di Salonicco. «La prima immagine della frontiera greca è di una marea di cambiavalute, lustrascarpe, venditori di frutta, di cioccolato e di giornali vecchi di una settimana».

 

La Corazzata inglese Queen Elizabeth nei Dardanelli
La Corazzata inglese Queen Elizabeth nei Dardanelli

 

La Grecia, oltre ad essere circondata da paesi già in guerra, sta vivendo anche un duro confronto tra il primo ministro filo inglese e il re filo tedesco, ma anche queste note non sembrano ancora rappresentare un paese allarmato. Autentica aria di guerra si respira invece a Salonicco, nel cui porto offuscato da nubi di fumo nero di navi da guerra francesi e inglesi è appena sbarcato il generale britannico sir Ian Hamilton proveniente dal massacro in corso nella penisola di Gallipoli.

Mancano istruzioni ufficiali e Reed descrive un generale infuriato. La sera infine su un piroscafo postale Reed fa rotta verso il Pireo per tornare negli Stati Uniti. La nave prendendo il largo incrocia navi trasporto cariche di truppe: la guerra ha ormai coinvolto anche la Grecia e per Salonicco si apre un’altra pagina.

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