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giovedì 17 Ottobre 2019

La flotta Ue antiscafisti
ridotta al nulla dall’Onu

Le ultime notizie diffuse da Bruxelles dicevano che l’Unione europea ‘aveva ottenuto il via libera dell’ONU’ all’operazione contro i trafficanti di esseri umani Eunavfor Med, ‘ma solo nelle acque internazionali al largo della Libia’. Di fatto l’Onu ha detto No alle velleità europee in Libia

Il classico bicchiere a metà, mezzo pieno o mezzo vuoto, come lo senti o lo vuoi far apparire. E il mezzo bicchiere dell’Euroflotta, già di contenuto incerto, viene raccontato da Bruxelles come un importante benestare del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Bicchiere quasi colmo. Il bicchiere mezzo vuoto narra invece di un negoziato durato mesi che si conclude con una la risoluzione che autorizza l’azione Ue solo in acque internazionali.

A fare cosa? Soccorso in mare a nave armata o improponibili abbordaggi di gommoni o quasi relitti colmi di disperati scudi umani? Di fatto un bel No tondo alla velleitaria proposta europea. Non è un caso che anche la Russia ha votato la risoluzione dopo un’accurata revisione del testo che escludeva interventi in Libia.

 

Eunavfor soccorso in mare

 

E a scanso di equivoci, la precisazione del vice rappresentante permanente della Russia, ambasciatore Petr Iliichev: «Ci aspettiamo che chi metterà in pratica quanto previsto nella risoluzione rispetterà alla lettera le leggi del mare ed eviterà qualunque interpretazione espansiva», avverte. Tradotto dal diplomatese, ‘non fate i furbi’.

La risoluzione è vincolata del Capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite che consente l’uso della forza militare, ma solo come risorsa estrema.

La inutilmente armata flotta, dovrà ‘fermare le organizzazioni della criminalità organizzata impegnate nel traffico di migranti, e prevenire la perdita di vite umane’. Come non si sa.

 

 

L’impotenza di fatto viene confessata indirettamente dallo stesso comandante di Eunavfor, l’ammiraglio Enrico Credendino al Comitato Schengen. Nodo di tutto era la possibilità di intervenire nelle acque e sul territorio libico. L’ammiraglio dice cosa servirebbe. «Noi naturalmente auspichiamo che ci si possa arrivare il prima possibile [in Libia], perché é questo che farebbe la differenza». Dal rigoroso lessico militare alla lingua corrente, ‘se non possiamo colpire gli scafisti a terra o sulla costa, non potremo combinare nulla’.

 

Eunav for altri Migranti-fb

 

A cercare di salvare l’apparenza di una missione europea nata sulla spinta di emozioni più che sulla razionalità, Eunavfor Med è ormai nella “Fase2”.

«Missione ‘Sophia’ Operativa». Nome adeguatamente delicato di sostanziale non belligeranza.

Dal nome della bambina nata su una nave militare tedesca, la fregata Schleswig-Holstein di Eunavfor Med, lo scorso 24 agosto a largo delle coste della Libia.

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