• 19 Febbraio 2020

Contro l’aereo malese Mh17
un missile che tutti avevano
ma nessuno avrebbe sparato

Tutti contro tutti e tutto il mondo senza alcuna certezza. L’Mh17 della Malaysia Airlines sarebbe stato abbattuto da un missile antiaereo, un Buk di fabbricazione sovietica, che ha ucciso 298 persone, ma non si sa chi lo abbia sparato. Ed oltre i ‘sembra’ e i ‘forse’ sulla stessa tipologia di missile terra-aria, la sola certezza è che dei tre presunti sospetti, i separatisti filo russi del Donbas, i russi che li sostengono, e gli stessi Ucraino governativi che li contrastano, tutti loro avrebbero avuto l’arma a disposizione e l’interesse ad usarla contro un aereo ritenuto militare e nemico.

 

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E l’attesa giornata della verità, quella che si sperava fosse in grado di fare chiarezza su cosa è accaduto al volo della Malysia Airlines abbattuto nel Donbass mentre percorreva la tratta Amsterdam-Kuala Lumpur, diventa invece un’altra occasione di un reciproco scambio d’accuse.

Il rapporto finale della ‘Dutch Safety Board’, l’Ufficio per la sicurezza dell’Olanda, nazione che ha registrato il più alto numero di vittime, dice che l’incidente fu causato da un sistema missilistico Buk, di produzione russa. Ma non si sbilancia, non ha elementi per dire se quel sistema sia stato usato dai filo russi o dagli ucraini.

 

Il missile sarebbe stato lanciato da una zona in Ucraina occupata dai ribelli pro-russi, secondo quanto riferisce il quotidiano olandese Volkskrant. Ma i ribelli di Donetsk affermano: ‘Non avevamo sistema Buk’. “In quel momento non avevamo alcun sistema anti aereo Buk”. Lo ha detto a Interfax, Eduard Basurin, alto funzionario del ministero della difesa dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk, respingendo le accuse di un coinvolgimento dei ribelli nell’abbattimento dell’aereo della Malaysia Airlines.

 

aereo malese resti sito

 

Da parte russa, non solo si contesta l’ipotesi di un loro coinvolgimento, ma la natura stessa del missile assassino. La società statale russa Almaz-Antei, produttrice del Buk, ha presentato una sua indagine in cui sostiene che l’aereo malese sarebbe stato colpito da un missile 9M38 del sistema Buk-M1 sparato dai dintorni del villaggio Zaroshenskii, controllato dalle forze armate ucraine. Un successivo esperimento condotto sempre dalla Almaz-Antei, avrebbero smentito i risultati della commissione olandese sul tipo di lancio e sul luogo del lancio, ha dichiarato sempre il manager russo. La società sostiene inoltre che l’arma usata non è più in dotazione delle forze armate russe e che il missile “non è più prodotto dal 1986”.

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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