domenica 18 Agosto 2019

Sequestro Achille Lauro, 30 anni dopo i segreti di ‘Operazione Margherita’

Un libro, le memorie di Bettino Craxi, e la memoria di un ottimo collega e caro amico, Pino Bruno, allora giovane cronista all’agenzia Ansa, prima di entrare in Rai. Storia di una operazione militare italiana abortita per caso e ancora oggi coperta da Segreti di Stato o almeno da forti reticenze

Alle 13.10 di lunedì 7 ottobre 1985 un gruppo di terroristi di una fazione dissidente del Fronte per la Liberazione della Palestina (FLP) assalta la nave da crociera italiana Achille Lauro, in navigazione tra Alessandria d’Egitto e Port Said. A bordo ci sono 201 passeggeri e 344 uomini di equipaggio. Altri 600 passeggeri erano scesi ad Alessandria per visitare la città. Alle 20.20 i sequestratori chiedono la liberazione di 50 palestinesi detenuti nelle carceri israeliano e minacciano di uccidere, uno per uno, tutti gli ostaggi.

La notizia viene diffusa dall’ANSA alle 21.47. Scatta l’allarme a Palazzo Chigi. Alle 20.30 si insedia l’Unità di Crisi della Farnesina. Il ministro della difesa, Giovanni Spadolini, rientra a Roma e avverte il ministro degli esteri, Giulio Andreotti che, a sua volta chiama il primo ministro, Bettino Craxi, e il presidente della Repubblica, Francesco Cossiga.

A mezzanotte si mette in moto la macchina militare italiana. È già l’8 ottobre.

Craxi Sigonella amdreotti

L’allora Presidente del consiglio Bettino Craxi, scrive nelle sue memorie, ed è una rivelazione.

«Si decise di far partire …alla volta di Cirpo degli elicotteri con commandos di reparti specializzati. Si sarebbe poi deciso il da farsi…fu presa in esame l’eventualità di un’operazione militare per liberare la nave. I capi militari mi spiegarono che per un attacco dall’aria, con gli elicotteri, bisognava mettere nel conto una certa perdita di vite umane, mentre, se la nave fosse stata ferma, avrebbe potuto essere attaccata nottetempo, via mare, da sommozzatori. In questo caso l’operazione sarebbe stata meno rischiosa e poteva essere realizzata in pochi minuti”.

Alle 5.00 del mattino dell’8 ottobre tre aerei antisommergibili Breguet Atlantic del 41° Stormo ricevono l’ordine di lasciare la base di Sigonella e dirigersi verso la costa egiziana, mentre da Brindisi e Ciampino sono pronti a decollare quattro elicotteri HHRF dell’Aeronautica Militare.

L’Operazione Margherita

Nella notte tra il 7 e l’8 ottobre, dopo un vertice al ministero della difesa, si dà il via all’operazione militare.
Nome in codice Margherita.

Si decide che incursori del team Torre, il gruppo operativo specializzato nell’antiterrorismo dei baschi verdi del COMSUBIN, paracadutisti del 9° battaglione d’assalto Col Moschin e un reparto del San Marco, raggiungano la base della RAF ad Akrotiri, nell’isola di Cipro.
Altri baschi verdi sono a già bordo dell’incrociatori Vittorio Veneto in rotta verso l’Egitto.
Intanto l’ambasciatore USA a Roma, Maxwell M. Rabb, fa sapere al premier Bettino Craxi che il Pentagono ha approntato un piano autonomo di intervento militare per la notte tra il 9 e 10 ottobre, che è intenzionato a mettere in atto.

Ma il cronista impiccione

Alle 10.57 dell’8 ottobre l’ANSA diffonde la notizia dei movimenti militari italiani:

QUATTRO ELICOTTERI ”HH 3F” DEL SOCCORSO AEREO DELL’AERONAUTICA MILITARE, DECOLLATI DA CIAMPINO E BRINDISI, SI STANNO DIRIGENDO A CIPRO, ALLA BASE AEREA DI AKROTIRI, DOVE SARA’ ALLESTITO IL CENTRO DELLE OPERAZIONI PER L’EVENTUALE SOCCORSO DELL’EQUIPAGGIO E DEI PASSEGGERI DELLA ”ACHILLE LAURO”. LO SI E’ APPRESO DA FONTI MILITARI A BARI.

Il cronista era il giovane Pino Bruno, in cerca di guai.

La bugia di Stato

Poco dopo il ministro della difesa, Giovanni Spadolini, smentisce l’ANSA:

SPADOLINI HA DETTO: ”TUTTE LE NOTIZIE RELATIVE A MOVIMENTI MILITARI SONO FALSE E DESTINATE SOLTANTO A CREARE CONFUSIONE. DAL MINISTERO DELLA DIFESA NON USCIRA’ NESSUNA NOTIZIA CIRCA QUELLE CHE SONO MISURE PRECAUZIONALI VOLTE A PREVENIRE IL PEGGIO, IN UNA SITUAZIONE IN CUI E’ COMUNE VOLONTA’ DEL GOVERNO DI OPERARE PER VIE POLITICHE, CONSIDERATA OGNI ALTRA SOLUZIONE COME UNA ‘ESTREMA RATIO’ CHE TUTTI CERCHIAMO DI SCONGIURARE. FACCIO ANCHE APPELLO – HA AGGIUNTO SPADOLINI – AL SENSO DI RESPONSABILITA’ DEI COLLEGHI GIORNALISTI PERCHE’ NON SIANO ASSECONDATE NOTIZIE DI NATURA MILITARE CHE AVREBBERO SOLO L’ EFFETTO DI CONFONDERE E RENDERE PIU’ DIFFICILE IL NEGOZIATO”.

L'Achille Lauro con i sequestratori a bordo nel porto egiziano di Port Said
L’Achille Lauro con i sequestratori a bordo nel porto egiziano di Port Said

Ma Pino Bruno intigna

Alle 12.40 dell’8 ottobre l’ANSA reitera e conferma:

SEQUESTRO ”ACHILLE LAURO”: ELICOTTERI ITALIANI A CIPRO (2)

(ANSA) – BARI, 8 OTT – SI E’ AVUTA CONFERMA CHE I QUATTRO ELICOTTERI DEI ”SAR” (CENTRI DI SOCCORSO AEREO) DI BRINDISI E CIAMPINO SONO IN ROTTA PER LA BASE DI AKROTIRI. I VELIVOLI HANNO FATTO UNO SCALO AD ATENE PER RIFORNIRSI DI CARBURANTE. L’EQUIPAGGIAMENTO E GLI UOMINI DEGLI ELICOTTERI SONO – A QUANTO SI E’ APPRESO – QUELLI NORMALI DELLE OPERAZIONI DI SOCCORSO.

Stop all’Operazione Margherita

Tutte le agenzie di stampa del mondo rilanciano la notizia sui movimenti militari italiani e citano l’ANSA. Telegiornali e quotidiani fanno lo stesso.

L’Operazione Margherita è congelata e poi annullata.
Damasco informa il ministro Andreotti che i dirottatori hanno chiesto di entrare nel porto di Tartous [attuale base navale russa NdR].

Alle 15.00 il passeggero Leon Klinghoffer, cittadino statunitense di origine ebraica obbligato a utilizzare una sedia a rotelle, viene ucciso e gettato in mare. L’Achille Lauro si dirige verso l’Egitto.

Il giorno dopo, il Governo italiano decide la strada della trattativa, per “evitare una tragedia”. Craxi autorizza il contatto, ma il negoziato dovrà essere portato avanti dall’OLP, con l’assistenza delle autorità militari egiziane, alle quali i dirottatori dovranno arrendersi.

 

Alle 15.30 del 9 ottobre l’Achille Lauro viene liberata mentre è alla fonda davanti a Port Said. I terroristi vengono consegnati ai rappresentanti dell’OLP e lasciano la nave a bordo di un rimorchiatore egiziano. Poi l’Achille Lauro farà rotta su Genova.

Quello che accade dopo è un’altra storia. È la crisi di Sigonella.

In seguito Spadolini, filo-americano e filo-israeliano, chiese le dimissioni del Governo. Il 16 ottobre i ministri repubblicani ritirarono la loro delegazione dal governo.

L'Achille Lauro liberata attracca al porto di Genova
L’Achille Lauro liberata attracca nel porto di Genova

Ma Pino Bruno, a trent’anni di distanza, deve ancora rivelarci qualche verità nascosta

 

 

 

 

 

 

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