• 19 Febbraio 2020

Missili russi dal Caspio
L’ Iraq chiama Mosca
Italia ‘vengo anch’io’

Russia a tutto campo

In Medio Oriente è ormai partita planetaria e la Russia pare avere in mano la carte migliori non solo in Siria. Prima l’apertura di un centro di direzione congiunto con iracheni, iraniani e siriani a Baghdad. Ieri l’Iraq ha aperto all’intervento di Mosca. «Potremmo essere spinti a chiedere alla Russia di lanciare raid aerei in Iraq presto», dicono da Baghdad.

 

Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu
Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu

 

Missili dal Caspio

Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha riferito che quattro navi hanno lanciato 26 missili missili da crociera Kalibr colpendo 11 nuovi obiettivi dello Stato Islamico, distruggendoli. Gli obiettivi erano a circa 1.500 km di distanza. Contemporaneamente, l’esercito siriano avrebbe lanciato un’operazione di terra grazie alla copertura di fuoco russa.

 

 

La taglia dai tagliagola

I qaedisti del fronte Jabath al Nusra hanno messo una taglia di quasi 19.000 euro su ogni soldato russo catturato.

Lo riferisce il Times secondo cui gli annunci della taglia sono apparsi su poster affissi nei centri abitati siriani controllati dal movimento e anche sui social network a nome del leader spirituale di al Nusra, Ali bin Hamadi al Arjani.

 

 

Minacce e paure degli jihadisti

«Parlo al popolo russo e vi chiedo: vi siete dimenticati della palude afgana?», aveva detto il 2 ottobre lo sceicco Abdallah al-Muhaysini, affiliato all’ala qaedista siriana Jabhat an Nusra.

«Volete entrare in un’altra palude? Le genti di Sham (Siria) si solleveranno contro di voi… e la Siria sarà la tomba degli invasori».

Contro i russi -racconta l’emittente al Arabiya- si sono mobilitati anche 52 predicatori sauditi, tra cui molti professori universitari, che hanno invitato il pubblico musulmano a ‘correre’ in Siria per combattere contro le forze russe.

 

 

‘Contractors’ russi

Volontari in arrivo anche sul fronte opposto. Notizie insistenti parlano della presenza di volontari russi a combattere con l’Esercito di Damasco. Volontari, o forse meglio chiamarli ‘Contractors’, che sarebbero parte di quelli che abbiamo visto impegnati a fianco dei ribelli del Donbass, in Ucraina. ‘Probabile’, dice l’ammiraglio Vladimir Komoyedov, deputato comunista e capo della commissione difesa della Duma. Molto probabile.

 

Volontario russi nel Donbass
Volontario russi nel Donbass

 

Italia vengo anch’io

Ieri giornata frenetica per la ministra Pinotti in giro per aule parlamentari e studi televisivi a dire, senza dire che sì, l’Italia si prepara ad intervenire con bombardamenti sull’Iraq, ma che comunque lo deciderà il Parlamento (cassata la follia costituzionale del trucco tecnico di modificare sole le regole di ingaggio). Mentre qualcuno decide come gestire una operazione politico-militare nata decisamente male, si sta trattando per avere dagli Usa qualcosa in cambio sul fronte della Liba.

 

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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