martedì 20 Agosto 2019

Raid italiani contro Isis
Promessa di Renzi agli Usa

Il sì di Renzi agli Usa maturato al summit Onu per la partecipazione ai bombardamenti in Iraq. Via libera dal premier, ma subordinato al voto del Parlamento, sembra. Chi ha pasticciato tutto con le furberia della semplice modifica delle regole di ingaggio? Ieri giornata di panico e di figuracce

Un sì di Renzi agli Usa, maturato al summit Onu

L’Italia lo aveva promesso agli Stati Uniti durante l’Assemblea generale Onu. L’Italia armerà a suoi quattro Tornado in Iraq e parteciperà agli raid contro Isis. Via libera dal premier, ma subordinato al voto del Parlamento, ora dicono.

Chi ha pasticciato tutto scavalcando il Parlamento e il buon senso, con le furberia della semplice modifica delle regole di ingaggio per poter bombardare?

Ieri giornata di panico e di figuracce.

 

 

Un’intera giornata per cercare di capire se l’Italia si era effettivamente impegnata a mobilitare in azioni di guerra i suoi quattro Tornado. Chi lo aveva promesso, quando e come? E il Parlamento scavalcato? Caos. A complicare le cose il comunicato del ministero della Difesa, a commento delle anticipazioni pubblicate dal ‘Corriere’: le azioni di bombardamento dei caccia italiani in Iraq «sono solo ipotesi da valutare assieme agli alleati e non decisioni prese che, in ogni caso, dovranno passare dal Parlamento».

 

Parole equivoche che non smentivano un bel niente. Per il semplice fatto che -come racconta La Stampa- «l’Italia si è già impegnata in questa direzione, sia pure nel mondo più riservato, quello imposto dalla etichetta diplomatica».

 

 

La svolta una settimana fa a New York. L’assemblea Onu occasione di incontri riservati. All’Italia è stata chiesta la disponibilità a partecipare ad azioni di guerra con i Tornado che già sono dentro la coalizione occidentale contro Isis e sono operativi da un anno. Inviati per la semplice ricognizione e la «illuminazione» degli obiettivi.

 

La rivelazione de ‘La Stampa‘: «nell’incontro di fine settembre al palazzo di Vetro, Renzi ha dato il via libera di massima al cambio delle regole di ingaggio della partecipazione italiana alla coalizione, un sì che ovviamente il premier ha subordinato al voto parlamentare, così come impone la Costituzione formale e materiale del nostro Paese».

 

 

Contrordine compagni, ma solo un poco

Retromarcia parziale. E già ieri sera i ministri degli Esteri e Difesa hanno reso omaggio al Parlamento sovrano, ma hanno parlato di ‘possibili, ulteriori ruoli per i nostri velivoli’.

Dunque, decisione già presa anche se assolutamente mal gestita dal punto di vista governativo.

Ne sapremo qualcosa di più mercoledì, nella conferenza stampa con il capo del Pentagono, Ashton Carter, in questo giorni in Italia.

A rendere esplicito chi davvero comanda.

 

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