mercoledì 19 giugno 2019

Per Greta e Vanessa 11 milioni di riscatto con bugie ministeriali

12 milioni e mezzo di dollari, poco più di 11 milioni di euro, pagati dallo Stato per le due avventurose cooperanti in Siria. Arrivano documenti dal luogo del sequestro e si fa a dir poco imbarazzante la posizione del ministro degli esteri Gentiloni che aveva negato il riscatto

Riscatto per Greta e Vanessa

La notizia ANSA è assieme secca e dettagliata. Per il rilascio di Greta e Vanessa, le due improvvisate cooperanti italiane rapite in Siria lo scorso anno, ‘sarebbe stato pagato un riscatto di circa 11 milioni di euro. Lo dicono fonti giudiziarie di Aleppo, secondo cui una delle persone coinvolte nel negoziato è stata condannata per essersi intascata circa metà di quel bottino. Il ‘tribunale islamico’ del Movimento Nureddin Zenki, una delle milizie indicata come coinvolta nel sequestro, ha condannato Hussam Atrash, descritto come uno dei signori della guerra locali, capo del gruppo Ansar al Islam.

Paolo Gentiloni, Greta Ramelli, Vanessa Marzullo, Claudio Ta

L’ANSA ha ricevuto una copia digitale del testo della condanna emessa il 2 ottobre dal tribunale Qasimiya del movimento Zenki nella provincia di Atareb. Secondo la condanna, Atrash, basato ad Abzimo, la località dove scomparvero Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, si è intascato 5 dei 12 milioni e mezzo di dollari, equivalenti a poco più di 11 milioni di euro. I restanti 7 milioni e mezzo – affermano fonti di Atareb interpellate dall’ANSA telefonicamente – sono stati divisi tra i restanti signori della guerra locali. Dettagli cifre del riscatto diffusi anche dalla tv satellitare araba Al Aan.

La cifra era già circolata subito dopo la liberazione, ma in occasione di un’informativa alla Camera del 16 gennaio scorso il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni aveva smentito: “In merito al tema dei riscatti ho letto indiscrezioni prive di reale fondamento e in qualche caso veicolate da gruppi terroristici. Solo illazioni: Italia contraria al pagamento”. Un vizio quello del ministro Gentiloni di rilasciare dichiarazioni ‘andata e ritorno’, con l’azzardo in partenza a ottenere titoli e la ritrattazione a seguire, ma senza clamore. Questa volta, per le due ragazze incoscienti, un po’ di scuse mancano.

Così raccontammo allora, il 17 gennaio scorso

http://www.remocontro.it/2015/01/17/litalia-paga-non-paga-riscatto-per-i-sequestrati-paga-gli-cambia/

«Che strano mondo. Tutti credevano di sapere che l’Italia pagava da sempre i riscatti per salvare la vita ai suoi sequestrati e ora ci dicono che siamo in malafede: le due cooperanti d’avventura sono libere per bontà d’animo dei sequestratori. Quasi quasi da mandargli un ‘aiuto’ come premio bontà

Strano mondo, torno a ripetere. Una vita di frontiera tra sequestri e segreti e riscatti pagati dello Stato. Credevamo. Credevo di sapere -ad esempio- che un milione di dollari in banconote usate di taglio misto pesava circa 20 chili e occupava tutto uno zaino. Credevo di sapere di banditi che dall’Iraq alla Siria, passando per la Libia, sequestravano italiani per avere soldi, e ora scopro fossero dei semplici bontemponi che offrivano rudi vacanze gratis. Scoramento: ‘Caro signor Ministro, con cui ci davamo del tu, ma chi ti ha scritto quegli impapocchiamenti che hai letto in Parlamento?».

«Il Segreto di Stato si può difendere certamente meglio. Dell’italiota ‘dico e non dico’ ride il mondo. ’Siamo contrari al pagamento di riscatti’: esiste qualcuno che invece è contento di farlo? ‘L’Italia in tema di rapimenti si attiene a comportamenti condivisi a livello internazionale, sulla linea dei governi precedenti’. Comportamenti trattativisti o all’americana? Risposta non pervenuta. Governi precedenti ? Allora siamo sicuri del pagamento. ‘Solo illazioni il presunto pagamento’ dice il ministro. Forse i 12 milioni ipotizzati ieri da qualcuno sono davvero troppi».

Beh, non erano troppi.

Gentiloni aula fb

Buffi i dettagli su ciò che tutti sapevano ma che il ministro andava a negare.

«Secondo i calcoli del giornalista americano Callimachi sul NYT, ‘donazioni’ simili hanno fruttato alla rete di al Qaida almeno 165 milioni di dollari in cinque anni, più di 60 soltanto nel 2013. A pagare di più sono stati i francesi, che hanno subito il numero maggiore di rapimenti. Diciassette cittadini francesi e un totale di 58 milioni di dollari sono stati pagati in riscatti. 10 persone liberate, 5 uccise. Tra i Paesi europei, la Svizzera ha pagato 14 milioni in riscatti, seguita dalla Spagna con circa 10. Anche l’Italia avrebbe pagato all’organizzazione, anche se non quanti Francia e Spagna»

 

 

Potrebbe piacerti anche