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giovedì 19 Settembre 2019

Una guerra tira l’altra. Folle corsa agli armamenti

Ormai una generalizzata ‘Corsa agli armamenti’. Non solo America, Asia, Europa, Russia e ricche monarchie mediorientali ma anche Paesi dell’Africa sub-sahariana fra i più poveri del mondo. Montagne soldi spesi nonostante la crisi economica mondiale. Il riarmo dove non te lo aspetti

Una guerra tira l’altra. I più importanti centri di studio in materia dei armamenti: Jane’s Information Group, israeliano (febbraio 2014), International Institute for Strategic Studies, britannico (marzo 2015), Stockholm International Peace Research Institute, svedese (aprile 2015).

Affamati ma bene armati

Ormai è vera e generalizzata ‘Corsa agli armamenti’. Non solo America, Asia, Europa, Russia e ricche monarchie mediorientali ma anche Paesi dell’Africa sub-sahariana fra i più poveri del mondo presentano una costante crescita delle spese militari.
La domanda è: perché Stati con significativi problemi socio-economici e alti indici di povertà utilizzano il modesto bilancio per acquistare armi e non per mettere in sicurezza la popolazione dalle cicliche crisi umanitarie che si presentano?
Il dubbio è che tanti frammenti di guerre locali nascano da oligarchie interessate a tutelare i loro privilegi e armano milizie per annichilire ogni capacità reattiva della popolazione, spesso con complicità della potenza egemone sul territorio.

africa-armata

Classifica della follia

Per il 2014 il costo complessivo degli armamenti è calcolato in 1.550 miliardi di dollari secondo JIG e IISS mentre SIPRI lo valuta di oltre 1.800.
I tre studi concordano sul fatto che la spesa è risalita a un livello superiore a quello dell’ultimo periodo della Guerra Fredda e prevedono ulteriori sensibili aumenti.
Nella statistica del SIPRI, la spesa degli Stati Uniti è di 900 miliardi di dollari per lo più impegnati nei conflitti dopo l’11 settembre 2001 iniziati con la guerra in Afghanistan.
Subito dopo si collocano la Cina con 216 e la Russia con 85.Seguono Arabia Saudita, Francia, Gran Bretagna, India, Germania, Giappone, Corea del Sud, Brasile, Italia, Australia, Emirati Arabi Uniti, Turchia.Gli aumenti più significativi negli ultimi due anni 2013-2014: Russia e Cina + 8,1% e 9,7%; Polonia 13%, Paraguay 13%, Arabia Saudita 17%, Afghanistan 20%, Ucraina 23%, Repubblica del Congo 88%.

Il riarmo asiatico

Gli aumenti maggiori si verificano nel continente asiatico.
Il maggior spenditore è la Cina con 140 miliardi di dollari. Per mantenere l’egemonia sul Mar Cinese rispetto a Giappone e USA, Pechino programma maggiori investimenti per il 2015.
Al secondo posto, dopo gli USA, la Cina investe più di Germania, Gran Bretagna e Francia mentre la crisi delle isole Senkaku spinge i Paesi dell’area ad aumentare le spese militari.
Seguono il Giappone, che ha contenzioni con Pechino, con 57 miliardi (5°), l’ India, per gli irrisolti problemi con gli indipendentisti con 46 (7°), la Corea del Sud che deve fronteggiare la Corea del Nord, e infine Australia, Indonesia, e Singapore.

missili Usa 600

Focolaio Medio Oriente

E’ l’area in cui 4 su 5 bilanci militari continuano a crescere di più, con il picco in Arabia Saudita il cui budget è salito negli ultimi 10 anni del 300% e che con 81 miliardi di spesa nel 2014 ha il 4° posto nel mondo.
L’Arabia Saudita vede nella teocrazia dell’Iran la minaccia esiziale per il suo sistema di Paese e polarizza nel mondo islamico la contrapposizione sunniti/sciiti che segna l’esplodere del jihadismo in Siria e Iraq, il diffondersi di Isis in più parti del mondo e, ultima, la guerra nello Yemen.
In questo contesto arabo, gli Usa forniscono all’Arabia Saudita 84 nuovi F 15 per 60 miliardi.
Sempre nell’area, Israele, nel rapporto JIG, rimane a 13 miliardi di dollari come spesa “ufficiale”, che non tiene conto dei rifornimenti ottenuti attraverso una miriade di canali di aiuti militari, collaborazioni e partnership privilegiate, continuamente incrementate da oltre 60 anni.

 

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