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mercoledì 16 Ottobre 2019

Frontex carrozzone Ue sprecone e inadeguato

Con le ondate migratorie che investono l’Europa ora sappiamo dell’esistenza di ‘Frontex’, qualcosa tra frontiere e polizia. Una delle tante agenzie europee dal nome complicato e da obiettivi ancora più misteriosi. Le cose che dovrebbe fare Frontex, quelle che non sa fare, sprechi e vergogne

Era un ‘oggetto misterioso’ del sottobosco burocratico dell’Europa di Bruxelles. Frontex, ad evocare frontiere e polizia. ‘European Agency for the Management of Operational Cooperation at the External Borders’. La ‘creatura’ Ue nasce nel 2004 come agenzia di coordinamento tra le forze nazionali ai confini dell’area Schengen. Pochi sanno però quali siano le competenze dell’agenzia e cosa accade all’interno dei suoi uffici a Varsavia. Il Bureau of Investigative Journalism ha appena pubblicato un report che fa luce sull’organismo più chiacchierato del momento. Un vero carrozzone.

La lussuosa e costosa sede di Frontex a Varsavia
La lussuosa e costosa sede di Frontex a Varsavia

Una piccola struttura Ue concessa alla Polonia nel 2004 (qualche posto di lavoro e un po’ di via vai che porta soldi). Doveva studiare soluzioni per la sicurezza dei confini. Poco più di un centro studi. Con lo scoppio delle ‘primavere arabe’ e di un po’ di guerre attorno cambia lo scenario. E l’agenzia di studi e burocrazia si trova tra le mani una delle patate più bollenti della politica europea. L’Ue che fa? Spende soldi. Quest’anno, da 89 a 143 milioni, +45%, con un incremento di 33 milioni per il 2016. Dal 2005 Frontex ha ricevuto 862 milioni, per dare soldi ai Paesi che mettono uomini e mezzi.

Gli Stati che hanno dato e ricevuto di più sono Italia e Spagna (100 milioni a testa), Grecia (28,6), Islanda (21,8), Austria (20), Germania e Portogallo (19). E il resto? Investigative Journalism è impietoso. Il quartier generale Frontex a Varsavia. Qualche reduce da Guerra Fredda, aveva pensato i confini strategici Schengen ancora rivolti ad Est, sul ‘fronte russo’. Peccato che il ‘problema’ sia esploso invece molto più a sud della Polonia. Quindi, nessuna sede nelle aree dell’esodo migranti. Un solo ufficio nel porto del Pireo, uno in Bulgaria e in Ungheria. Niente di niente in Turchia.

La quasi totalità del personale Frontex rimane nel bel palazzo a spirale di Varsavia, un grattacielo in vetro in dotazione all’agenzia dallo scorso dicembre e costato 1,8 milioni di euro. All’interno c’è chi pensa in grande e fa in piccolo, insistendo con studi sulle statistiche migratorie. La maggior parte dei dipendenti sono esperti ‘presi in prestito’ da altre istituzioni nazionali: alte qualifiche, alti stipendi, alti costi. Solo per gli stipendi Frontex spende all’incirca 20 milioni all’anno, con quasi 3 milioni di concessioni per la permanenza a Varsavia (diarie, viaggi, affitti ed istruzione per i figli).

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A questa voce vanno aggiunti altri lussi da grande organizzazione internazionale, quali i 22.000 € per l’ultima cena di Natale al Palac Prymasowski, i 17.500 € per otto sedie in pelle nera finlandesi, e i 137.000 € per il restyling del marchio Frontex. Durante lo scorso maggio, la sede di Varsavia ha ospitato il raduno ufficiale di ottocento ufficiali tra agenti di frontiera e autorità impegnate nella difesa dei confini nazionali. Naturalmente, Frontex ha coperto le spese per tutti i voli ed il pernottamento degli ospiti, arrivando a sforare la cifra di 350.000 € (53.600 € solo per la cena).

 

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