• 19 Febbraio 2020

BASTIAN CONTRARIO
L’italiano per i migranti
contro i muri e i Salvini

Il Bastian contrario più acuto e, a suo modo, provocatore è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ha detto che la lingua italiana va diffusa tra i migranti, per prevenire ghetti linguistici e culturali. L’italiano, ha ricordato, è la quarta lingua più studiata al mondo, e “bisogna impegnarsi a diffonderla tra gli immigrati, per abbattere i muri della diffidenza e della paura”. Insomma l’italiano come “veicolo di integrazione per affrontare le sfide del futuro, per l’Italia ci sono accanto ai rischi, anche grandi opportunità”.

Il Bastian contrario di “Remocontro.it” applaude il Presidente Mattarella, ma non può non ricordare le parole del fascioleghista Salvini e quei piccoli Comuni che hanno rifiutato di adibire ad alloggio per i migranti case abbandonate nel loro territorio, o addirittura impedire a un parroco di ospitare alcuni migranti in canonica.

 

Una ricerca dell’Ocse è arrivata ad una conclusione sorprendente: il pc a scuola non aiuta a imparare, chi ne fa un uso intensivo ha risultati peggiori. Le nuove tecnologie sono utili, ma solo se si rende la didattica interattiva e multidisciplinare. Perché? Perché, spiega l’Ocse, se si usa la lavagna interattiva come si usava quella di ardesia, se le lezioni continuano ad essere quelle tradizionali, e gli studenti rimangono passivi anche di fronte a un tablet, i risultati non si vedono.

Il problema è la didattica, che si deve evolvere proprio in ragione del nuovo strumento, e questo comporta la necessità di ripensare il modo di insegnare. E da questa ricerca si scoprono alcune sorprese: il numero di studenti per un computer scolastico vede in coda i greci con un 8,2, l’Italia viene poco dopo con un 4,1, e i più attrezzati sono gli inglesi, con 1,4 studenti per ogni computer scolastico.

 

Novembre 2009: il quotidiano “Libero” pubblica una intervista con il grande romanziere americano Philip Roth, che si dice (nell’intervista) molto deluso da Barack Obama. Il “Corriere della Sera” riprende l’intervista in un articolo firmato Tommaso Debenedetti. Tre mesi dopo il settimanale “Il Venerdì” intervista Philip Roth e gli chiede di quella intervista. Roth nega di aver mai dato quell’intervista a “Libero”. Tommaso Debenedetti, si scopre, aveva già pubblicato interviste false su L’Indipendente, L’Unione sarda e altri ancora. Il Bastian contrario si permette di ricordare, a sé e agli altri colleghi della stampa nazionale, che il controllo delle fonti fa parte dell’abc del mestiere di giornalista. O no?

Daniele Protti

Daniele Protti

Daniele Protti, è giornalista di lungo corso e di nobile mestiere: direttore de Il Quotidiano dei Lavoratori, poi a Il Globo, Il Messaggero, a L’Europeo (direttore del settimanale del 1995, della rivista dal 2000 al 2013). Ora rema contro assieme e noi.

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