martedì 18 giugno 2019

1 milione verso l’Europa e l’Ue litiga su 120mila

Migranti, allarme Ocse: 1 milione di rifugiati verso l’Europa nel 2015. E il Consiglio dei ministri degli interni della Ue, vota a maggioranza la ridistribuzione di 120 mila profughi. Nulla rispetto alla dimensione del fenomeno, eppure l’Europa di spacca col No del blocco dell’Est che si isola

La bomba arriva dall’Ocse, che nel giorno in cui a Bruxelles tornano a litigare i ministri degli Interni Ue sulla redistribuzione di 120 mila migranti, viene a dirci che nel 2015 in Europa si toccherà «un livello senza precedenti di richiedenti asilo e rifugiati»: i numeri? Un milione! Paura, visto che l’Unione europea si divide sulla soluzione da dare a 120 mila fuggitivi. Poi il vertice che si deve accontentare di una pezza. Sì a maggioranza qualificata per il piano dei ricollocamenti dei 120mila rifugiati arrivati in Europa negli ultimi mesi. Italia, Grecia, devono in cambio identificarli.

Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania e Ungheria hanno votato contro, mentre la Finlandia si è astenuta. La nuova proposta prevede che i 120.000 rifugiati da redistribuire fra i 28 provengano tutti da Italia e Grecia. Per l’Ungheria altri meccanismi arzigogolati persino da capire. I Paesi che non possono immediatamente effettuare i ricollocamenti, li possano ritardare di un anno, fino al 30% del numero che gli è stato assegnato. Non si parla più di multa per chi non accoglie i profughi. Una mediazione al ribasso, come si vede, ma evidentemente la sola possibile per non rompere totalmente

Treno fermo fb

Eppure il super prudente e democristiano Juncker aveva provato persino a fare il duro, a provocare l’orgoglio delle Stati: «120mila rifugiati? Siamo ridicoli data la grandezza del problema, mi chiedo se i libanesi o i giordani che ne accolgono alcuni milioni capiscono quello di cui stiamo parlando. Il bilancio dell’Unione europea deve reagire alla crisi dei migranti». Ma la ‘patata bollante’ tornerà al vertice dei capi di Stato e di governo a Bruxelles, mentre già si profilano problemi di soldi. Orban propone un fondo speciale dell’1% su ciò che ciascuno Stato riceve da Bruxelles, e nuove barriere.

Sull’altro fronte, i favorevoli alle quote non cedono. «Ogni paese deve accettare il numero di migranti che gli è stato attribuito, nessuno ha il diritto di rifiutare, e il voto contrario non implica la non partecipazione alla ridistribuzione». Dei dati Ocse s’è detto. Un milione di richiedenti asilo nel 2015, e il fenomeno non rallenta. Dall’Unicef, infanzia, numeri ancora più sconvolgenti. Nei primi sette mesi già 133 mila bambini hanno chiesto asilo all’Ue, con un incremento di quasi l’80% rispetto al 2014. Bambini e adolescenti costituiscono un quarto di tutti i richiedenti asilo in Europa.

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