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martedì 15 Ottobre 2019

Scandalo Volkswagen
e quell’altra guerra persa

Volkswagen ammette violazioni eco-norme e crolla in borsa. La Germania umiliata, come avesse perso una guerra. Il marketing come guerra aperta in senso clausewitziano. Soprattutto negli Usa. McNamara e la sua guerra al ‘maggiolino’ immagine antiamericana col Vietnam

La scoperta dei software applicati dalla Volkswagen alle proprie auto per modificare i dati sull’emissione di inquinanti è senza dubbio clamorosa, ma mostra anche caratteristiche da episodio bellico. È noto come il marketing sia considerato guerra aperta in senso clausewitziano e alla fine i danni prodotti potrebbero rivelarsi non dissimili dalle conseguenze di una pesante sconfitta militare. Il mercato in generale e quello automobilistico in particolare sono insomma terreno di scontro di interessi enormi e non sempre le battaglie sono regolate come nei duelli tra gentiluomini.

Un personaggio molto rappresentativo di queste caratteristiche a metà tra vicende economiche e belliche è l’americano Robert S. McNamara (1916-2009), docente universitario, economista, dirigente industriale e soprattutto segretario alla difesa degli Stati Uniti d’America dal 1961 al 1968, gli anni della guerra del Vietnam.

 

Robert McNamara, segretario alla difesa degli Stati Uniti
Robert McNamara, segretario alla difesa degli Stati Uniti

 

Brillantissimo laureato in economia di modeste origini irlandesi, McNamara attuò la svolta negli anni della Seconda Guerra mondiale. Si arruolò in aviazione e ben presto fu inserito nell’Office of Statistical Control, dove erano raccolti ed elaborati tutti i dati sulle operazioni aeree e soprattutto su quelle di bombardamento.

Se già durante la Grande Guerra si era intuito che il taylorismo poteva essere applicato alle tattiche di combattimento, il balzo in avanti in questa situazione fu enorme: le tecniche di analisi degli affari, che nel frattempo si erano molto evolute e raffinate, furono applicate alle operazioni militari per valutarne efficacia e risultati.

Ciò comportò anche che le formazioni aeree per ottenere la maggiore precisione possibile volassero alla stessa quota della contraerea in pieno giorno con intuibili conseguenze, ma alla fine l’industria bellica nemica fu rasa al suolo.

 

Catena di montaggio del maggiolino anno 1966
Catena di montaggio del maggiolino anno 1966

 

Dopo la guerra McNamara, assieme ad un gruppo di analisti proveniente dallo stesso Office of Statistical Control dell’aeronautica americana, entrò nella Ford Motor Company. Il gruppo – che sarebbe stato chiamato in seguito «Whiz Kids» (più o meno ‘i ragazzi svegli’) – applicò alla gestione della compagnia tutte le tecniche di controllo apprese in passato per migliorarne l’efficienza.

Dopo aver scoperto alla fine degli anni Cinquanta che una parte del pubblico americano dimostrava di preferire auto di produzione tedesca e soprattutto Volkswagen, cominciò una vera e propria controffensiva che si sarebbe conclusa con l’affermazione di nuovi modelli Ford come la «Falcon», prodotta per un decennio in varie versioni, o come l’applicazione di «Lifeguard», un kit per migliorare la sicurezza di modelli Ford più obsoleti.

 

L'auto preferita dai 'figli dei fiori'
L’auto preferita dai ‘figli dei fiori’

 

A parte le vendite della Ford Motor Company, il rovescio della medaglia fu non tanto la sconfitta della Volkswagen sul mercato americano, ma l’immagine particolare che si diffuse di quell’auto.

Il Maggiolone e il modello furgonato Kombi ben presto furono associate al mondo studentesco americano che negli stessi anni contestava la guerra in Vietnam o era accusato – cosa assai peggiore – di rifiutare in blocco i valori americani. Dietro la vicenda in corso potrebbero quindi svilupparsi altre vicende e altri atteggiamenti sociali con conseguenze ancora imprevedibili.

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