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venerdì 20 Settembre 2019

Adesso tutta Siria
ma la Libia ci aspetta

L’ONU dell’evanescente Ban Ki-moon insiste ancora nei negoziati in Libia a cui nessuno dà ormai credito. Le infinite trattative tra i governi di Tripoli e Tobruk e Bernardino Leon, diminutivo sospetto. Timori dei confinanti Algeria, Ciad e Niger. Confine nord con l’Italia ed Eu, sguarnito

Tutta l’attenzione politico giornalistica sulla Siria e sulla ‘rotta balcanica’ a cancellare dalle prime pagine e dalla attenzioni-esecrazioni i ‘troppo ripetitivi’ naufragi e soccorsi nella fossa comune del Canale di Sicilia. Eppure, non solo quel macello continua, ma aumenta addirittura il numero di morti in Libia. Le ultime vittime sono tutti bambini, uccisi dall’esplosione di una mina in una scuola vicino a Bengasi. Cinque i morti e sei i feriti gravi, senza la possibilità di sapere se è terrorismo alla massima crudeltà o una delle conseguenze della guerra infinita. Ma la Libia comunque ci aspetta.

 

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Ma neppure l’orrore -sentimento che forse si sta esaurendo in quel macello- sta sollecitando soluzioni politiche. L’United Nations Support Mission in Libya racconta da un bel po’, di una ‘vigilia’ delle trattative per la formazione di un governo ‘di unità nazionale’. Ma nessuno ci crede. In Libia non ci sono solo i fronti armati a moltiplicarsi ma anche degli infruttuosi -se non inutili- salotti diplomatici e di improbabili mediatori. E resta l’incomprensibile ottimismo dell’inviato ONU, Bernardino Leon, secondo il quale una soluzione è ormai prossima. Le visioni di Bernardino?

 

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I governi avversari di Tripoli e Tobruk, arrivati alla quinta bozza d’accordo, non sembrano disposti ad alcun compromesso. Soprattutto i rappresentanti del Congresso Nazionale Generale, CNG, il parlamento islamista di Tripoli. Questo mente il macello continua e il territorio, quella che era la Libia con Gheddafi, ormai non esiste più come entità statuale ed è terra di scorrerie per banditi, jiadisti e scafisti. Intanto crescono i timori di Algeria, Ciad e Niger, Paesi confinanti, sul rischio di contagio di fronte all’avanzata continua del fronte jihadista. Il confine nord con Italia e Ue, sguarnito.

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