mercoledì 17 luglio 2019

BASTIAN CONTRARIO
Ospitalità ai migranti
La Curia romana è sorda
ai richiami di Francesco

Sull’accoglienza ai migranti una buona parte della Curia romana ascolta poco Papa Francesco, anzi è all’opposizione. I centri di accoglienza scoppiano, i prelati non ci sentono. Oltre 200 mila stanze restano ‘case per ferie’. Mentre a Roma 4 alberghi religiosi su 10 non pagano Imu e Tasi

Molti religiosi hanno orecchie poco attente quando Papa Francesco parla di ospitare i migranti. I centri di accoglienza che oggi scoppiano trarrebbero un sicuro beneficio da un occhio attento di prelati e Stato italiano alla realtà delle “case per ferie”. Cinquemila strutture sparse in Italia -una realtà nota al turismo, meno al Fisco- di cui almeno una metà quelle gestite da frati e suore, con un complesso di 200mila stanze. Alcuni esempi. Via Veneto, Casa per ferie dei Cappuccini, 59 camere, aria condizionata, frigorifero, cassaforte, televisione al plasma e WiFi. Bene: costo per una tripla 180 euro, una doppia uso singolo 100 euro. Un’altra in via Sistina: si dorme a 35 euro a persona, colazione compresa (gestione delle sorelle di Nostra Signora di Lourdes, su Tripadvisor fanno gli spiritosi: “Andateci, troverete una suorpresa”. Non solo: a Roma 4 alberghi religiosi su 10 non pagano Imu e Tasi; di questi alberghi religiosi molti non risultano nella banca dati del Comune, altri non hanno neppure il codice fiscale. Il Bastian è convinto che una parte consistente della Curia romana ascolta poco Papa Francesco, anzi è all’opposizione. D’altronde un Papa che scende per conto suo in strada, va in un negozio di ottica e chiede di comprare un paio di occhiali ma conservando le lenti di quelli vecchi, non sembra molto in sintonia con le antiche abitudini curiali del Vaticano.

 

chiesa

 

Beppe Grillo spara: “noi non vogliamo i soldi del 2 x mille”, e pensa di fare bella figura. Però l’articolo 5 della legge n.96 del 6 luglio 2012 prevede che anche i movimenti politici come il M5S devono dotarsi di un atto costitutivo e di uno statuto se vogliono dei rimborsi; senza questi elementi non hanno diritto a rimborsi. Che poi le donazioni dei privati siano un sistema trasparente è tutto da verificare. Secondo un articolo mai smentito de Il Sole24Ore la Casaleggio&Associati ricava da banner e altri marchingegni ad hoc una cifra che oscilla tra i 5 e i 10 milioni di euro. E non si capisce perché un soggetto che svolge commercio elettronico (come la Casaleggio) si può ritenere esentato dal pagamento dell’Iva.

 

grillo

 

Il Bastian si permette di ricordare che i superstipendi di dirigenti sindacali, denunciati da un dipendente Cisl, e ampiamente documentati e commentati da Mario Ajello sul Messaggero, non hanno ancora ricevuto una minima risposta da Cgil, Cisl e Uil.

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