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lunedì 14 Ottobre 2019

Un mare di gas egiziano
cambia il Medio Oriente

Nel mare egiziano l’Eni scopre il più grande giacimento di gas del Mediterraneo. Il giacimento ha una capacità di 850 miliardi di metri cubi e potrebbe soddisfare la domanda interna egiziana per i prossimi decenni. Riflessi strategici in tutto il Medio Oriente, e non solo nel campo energetico

Un immenso giacimento di gas al largo delle coste egiziane. Dalle prime indicazioni geologiche e geofisiche raccolte, le risorse del giacimento potrebbe arrivare fino a 850 miliardi di metri cubi di gas, corrispondenti a 5,5 miliardi di barili di greggio. Se queste stime saranno confermate dalle prossime rilevazioni, la scoperta di gas sarebbe una delle più grandi realizzate non solo in Egitto e nel Mediterraneo ma anche a livello mondiale, dato che la struttura di Zohr potrebbe custodire altre risorse a profondità maggiori. Per l’Egitto la copertura della sua richiesta di gas naturale per decenni.

 

pozzi gas sito

 

Per il Medioriente cambia in un colpo scenario strategico ed energetico di questi ultimi anni. In Israele precipitano le azioni delle compagnie energetiche. La scoperta fatta dall’Eni -secondo indscrezioni avvenuta da tempo ma annunciata soltanto domenica per ragioni oscure- significa l’immissione sul mercato, forse già tra due anni, di imponenti forniture di gas egiziano con conseguenze sui prezzi. In crisi i giacimenti di Leviathan e di Tamar, che rischiano di avere presto solo Israele e Giordania come clienti. Problemi anche per il Qatar e Doha nel giro dei prossimi due-tre anni.

 

zohr gas map 800 STRATTA

 

Al Cairo, trionfo bis dopo l’apertura del secondo canale a Suez. Secondo Abu Bakr, presidente di una compagnia di energia araba, il nuovo giacimento di gas cambierà completamente gli assetti geopolitici dell’Egitto che, spinto a vendere gas ai grandi Paesi industrializzati, si aprirà ai nuovi mercati orientali. Gli stessi sogni cullati da Israele che nelle sue riserve di gas vedeva un’arma altrettanto potente di quelle nei suoi arsenali. Partita ancora aperta sullo sfruttamento dei pozzi con Cipro, Beirut e Damasco, riflessi importanti sulle strategie, non solo energetiche, di Israele e suoi alleati.

 

L'Eni in Egitto
L’Eni in Egitto

 

Scoperta storica, dicono in Egitto, in grado di trasformare lo scenario energetico del paese, e come visto, non solo. La scoperta è stata fatta nel tratto di mare denominato Zohr di cui Eni aveva la concessione esplorativa. Il sondaggio ‘vincente’ è stato fatto dal pozzo Zohr 1X a 1.450 metri di profondità, nel blocco Shorouk. L’area di esplorazione si estende per 100 chilometri quadrati ed è di competenza al 100% della società italiana, in base a un accordo firmato nel gennaio del 2014 con il ministero del Petrolio e delle Risorse Minerarie e con la Egyptian Natural Gas Holding Company.

 

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