lunedì 17 giugno 2019

BASTIAN CONTRARIO
Spagna la corrida lavoro
vinta con lacrime e sangue

La Spagna è il paese che cresce di più in Europa, grazie a una serie di riforme, la prima delle quali è stato il taglio degli stipendi pubblici di oltre il 10%. Se accadesse in Italia? Malizioso Bastian va poi a ficcare il naso nell’azienda trasporti di Roma i cui vertici dovevano essere azzerati, ma però…

Confronto sorprendente tra Italia e Spagna. La crescita nel secondo trimestre 2015 segna Italia al +0,2% e Spagna al +1%; Pil 2015 Italia +0,7%, Spagna +3,3%; posti fissi nei primi 7 mesi 2015 Italia + 325.758 e Spagna + 477.000. Oggi la Spagna è il paese che cresce di più in Europa, grazie a una serie di riforme del premier Mariano Rajoy, la prima delle quali è stato il taglio degli stipendi pubblici di oltre il 10%, oltre ad altre misure di austerità che hanno portato alla diminuzione della disoccupazione (era al 25%). Non a caso la formazione di ultrasinistra Podemos (che fino a pochi mesi fa era data per sicura vincente alle prossime elezioni politiche) adesso è in caduta verticale nei sondaggi.

Giuseppe Turani, autorevole giornalista economico, commenta: l’austerità funziona solo se è applicata con la massima severità, senza sconti o eccezioni grazie al ricorso ad azioni legali, con una disoccupazione che resta sempre sopra il 10-12%. Il Bastian si chiede: ma in Italia sarebbe possibile un taglio degli stipendi pubblici di oltre il 10% ?

 

AtaC SITO

 

A Roma il sindaco Marino aveva chiesto il licenziamento di molti dirigenti dell’azienda trasporti, almeno dieci, come assicura Francesco Micheli, assessore alla mobilità, “ma ci siamo resi conto che lo scioglimento dei loro contratti comporterebbe costi troppo elevati”. L’Atac solo nel 2014 ha accumulato un passivo di 140 milioni, e ora per completare la procedura dei 10 licenziamenti si scopre che costerebbe all’azienda fino a 2 milioni di euro.

Il sindaco, il 25 luglio, aveva annunciato l’azzeramento del consiglio di amministrazione Atac, affermando “di mandare via anche i dirigenti responsabili dei disagi in metropolitana durante lo sciopero bianco dei macchinisti”. Ma il Comune non può permettersi ora un’operazione del genere: nei primi sei mesi del 2015 i conti della municipalizzata segnavano già un meno 60 milioni (il passivo del bilancio nel 2014 era stato di 140 milioni), e senza la ricapitalizzazione da 200 milioni avviata dal Comune già un mese fa l’Atac avrebbe dovuto portare i libri in tribunale per il fallimento.

Non è male ricordare i numeri dell’azienda Atac: 500 macchinisti della Metro, 6000 autisti degli autobus, in totale 11.196 dipendenti, dei quali 54 dirigenti. Licenziarne 10 costerebbe troppo. Il Bastian chiede: salvi per sempre? E intanto continuano a percepire stipendi monstre?

 

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