È stato il Papa e poi il presidente Mattarella a parlare di una Terza guerra mondiale ormai in corso combattuta nel mondo in tanti frammenti di guerre locali. Le ‘Grandi guerre’ sarebbero ferme alla seconda mondiale. E dopo la caduta del Muro che faceva da argine ideologico, c’è stato un moltiplicarsi di guerre minori ma feroci. È cambiata di fatto la natura stessa delle guerre, è cambiato chi le combatte: ‘contractors’, ‘freedom fighters’, ‘foreign fighters’. Un tempo erano chiamati solo «mercenari» ed era buon italiano. Ora l’inglese aiuta ad alleviare la sostanza di chi la la guerra per soldi.
Da tempo ormai, si parla sempre più di ‘guerre asimmetriche’, a dire che è tutto un gran bordello, dalle ragioni spesso folli che le motivano, ai modi del condurre il macello e chi li gestisce sul campo. Fine delle figure tipo ‘Ufficiale gentiluomo, se mai è esistita e degli eserciti ‘patriottici’ l’uno contro l’altro armato. Mercenari, contractors, volontari, freedom fighters, foreign fighters e lupi solitari. Tante lingue a taroccare il volontario per soldi o per ideologia, come sempre. Ed ecco come analizza il fenomeno uno studioso delle ‘Private Military Companies’, Piero Orizio, su Analisi Difesa.
Il mestiere più vecchio del mondo, viene definito, assieme ad un altro di genere diverso. Precedenti storici infiniti: dalla Mesopotamia degli Assiri all’Egitto dei Faraoni, dalle guerre del Peloponneso a Cartagine, dalle Signorie alla Rivoluzione americana, da Waterloo alla Decolonizzazione africana. Soldati di Ventura, a definire un mestiere incerto non solo per la vita di chi lo esercita. E lo studioso ci spiega che una tra le definizioni più accettate di mercenario è quella riportata in un comma di un articolo -il 47- di un pezzo aggiunto alle Convenzioni di Ginevra del 8 giugno 1977: ‘Mercenari’.
«Con il termine ‘mercenario’ si intende ogni persona: a) che sia appositamente reclutata, localmente o all’estero, per combattere in un conflitto armato; b) che [.] prenda parte diretta alle ostilità; c) [.] spinta dal desiderio di ottenere un profitto personale, e alla quale sia stata [.] promessa [.] una remunerazione materiale [.] superiore a quella [.] corrisposta ai combattenti con rango e funzioni simili nelle forze armate; d) che non sia cittadino di una Parte in conflitto [.]; e) che non sia membro delle forze armate di una Parte in conflitto; f) che non sia stato inviato da uno Stato [.] in missione ufficiale [.]».
Nel 2001 il mondo si inventa una Convenzione internazionale contro l’utilizzo di mercenari che si inventa altri due ‘commi’ bellamente violati nel mondo: non si può andare a combattere in casa altrui, “per rovesciare un governo o comunque minare l’ordine costituzionale di uno Stato”, solo per soldi. Banale e diplomazia inutile. Secondo Analisi Difesa le tracce più recenti sull’impiego di mercenari provengono dalla Nigeria contro i Boko Haram e dal Donbass ucraino dove governativi che separatisti si avvarrebbero di combattenti illegali al soldo. In alcuni casi con finanziamenti Ue.
La figura che più viene accostata a quella del mercenario è il ‘contractor’. Termine volutamente generico’ per un mestiere totalmente fluido. Parliamo di professionisti privati che forniscono dei servizi di sicurezza senza partecipare ai conflitti -così dicono- Private Security Companies, società dell’industria della sicurezza che operano a supporto di governi. Ovviamente la ‘prestazione ‘ aumenta di valore più è vicina al fronte dei combattimenti. Orizio ci racconta che esistono le Private Military Companies (PMC), le Private Security Companies (PSC). Differenza, il dito sul grilletto.
‘Base o punta’ della lancia, per i militari. Sono mercenari tutti?Le PMSC -questa la sigla di ambedue gli ‘estremi della lancia’- sono guidate dalla ricerca di un profitto che perseguono apertamente, senza alcun bisogno di operare nell’ombra. Loro dicono. Si litiga su questo dai tempi della Blackwater poi sciolta e ora con altro nome. Più facile la valutazione sui Foreign Fighters -combattenti stranieri- fenomeno presentato come una tipicità dello Stato Islamico, anche se già negli anni novanta vi fu reclutamento di combattenti in conflitti inter-etnici e religiosi: nei Balcani, Caucaso, e Afganistan.
Il seguito nei prossimi giorni. I mercenari nel mondo, Dove e chi.