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mercoledì 16 Ottobre 2019

BASTIAN CONTRARIO
Maremma sott’acqua
e Italia eterno rischio

Due giorni di piogge continue e il fiume Ombrone straripa. Tocca alla Maremma, ma accade spesso in tutto il Paese. 20 km di ferrovia tra Siena e Grosseto con la linea fuori uso in cinque punti, tratti inaugurati solo un anno fa. Poi il Clan dei Crea della ‘ndrina di Gioia Tauro in campo a Roma

La Maremma sott’acqua: due giorni di piogge continue e il fiume Ombrone straripa, allagando campi fino alle porte di Grosseto. Ci sono i precedenti dell’alluvione di Albinia nel 2012, di Massa Marittima nel 2013, e ancora di Marsiliana, Manciano e ancora Albinia a ottobre 2014. In più le spiagge invase dai tronchi da Principina a mare fino a Marina di Grosseto. E non ci sono solo tronchi: dai fiumi è arrivato anche un ben po’ di sudiciume in mare. Ripulire tutto l’arenile (parecchi km) è un’impresa, anche perché se i tronchi vanno sotto la sabbia e si mischiano poi diventa sempre più difficile toglierli. Non basta: ci sono 20 km di ferrovia tra Siena e Grosseto, e la linea risulta fuori uso in cinque punti (anche in tratti inaugurati solo un anno fa) con il crollo della massicciata.

Un disastro che nasce complessivamente da condizioni metereologiche che hanno infuriato in Maremma, e può sembrare impietoso individuare un “colpevole”, anche perché -sostiene il Bastian- le responsabilità riguardano amministrazioni pubbliche (che consentono di costruire anche dove non vengono approntati scolmatori), e gli stessi cittadini che chiedono, e ottengono, permessi per giardini con conseguente taglio di alberi (e dunque diminuzione di radici che rendono più consistente il terreno).

 

Maremma

 

La Squadra Mobile di Roma ha fatto una inchiesta al termine della quale è stato arrestato Massimiliano Crea, del clan di Gioia Tauro, che nella zona romana di Primavalle gestiva lo spaccio di droga e si era inserito nella gestione delle case popolari (facendosene peraltro assegnare una, per poi subaffittarla a un’altra famiglia a 500 euro al mese). Crea era anche protettore dello spacciatore colombiano Garcia Rodriguez, proprietario anche di un immobile in via Boccea (gestito come un bed&breakfast) ed è riuscito ad ottenere vari alloggi popolari in via Valle dei Fontanili.

All’interno della organizzazione di Crea c’è Alessio Stazzi, preposto alla custodia dell’arsenale della gang, che abita in uno degli alloggi Ater di via Andersen ma ha anche un alloggio in via Flaubert, dove la polizia trova un fucile a canne mozze, avvolto in una coperta per bambini. In quelle zone, insomma, non ci sono solo i Casamonica.

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