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giovedì 19 Settembre 2019

VI@GGI
Val d’Orcia
tutti i colori della terra

‘Questa valle è un eccezionale esempio di come il paesaggio naturale sia stato ridisegnato per rispecchiare gli ideali di buon governo e creare un immagine esteticamente gradevole’. Con questa motivazione l’Unesco ha deciso di inserire la Val d’Orcia tra i Patrimoni Mondiali dell’Umanità

 

Foto e testi di Vittorio Giannella, tratte dal web magazine www.travelglobe.it a cura di Federico Klausner.

Potete proseguire la lettura sul magazine su TravelGlobe Magazine

 

Foto 1 e 2. “Questa valle è un eccezionale esempio di come il paesaggio naturale sia stato ridisegnato per rispecchiare gli ideali di buon governo e creare un immagine esteticamente gradevole”. Nel 2004 questa è stata la motivazione che ha convinto la commissione UNESCO ad inserire la Val d’Orcia nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità. Tra Pienza e S.Quirico d’Orcia una sterrata fende paesaggi lunari con le terre rugose, arate e, di tanto in tanto, qualche isolata chiesetta con cipressi che danno ombra alle greggi.

 

Foto 3 e 4. I dossi argillosi intorno a Montalcino fanno crescere scenografiche vigne che producono uno dei più celebri vini al mondo: il brunello. L’aria è intrisa, anche fuori stagione, del profumo dei mosti e vecchie cantine, che ogni anno accolgono i grappoli raccolti con grande perizia e attenzione. Da non perdere una visita in una cantina; si entra in punta di piedi avvolti dai profumi dei diversi vini, guidata da un’esperta enologa, attenti alle spiegazioni che raccontano di botti di rovere, dove il pregiato liquido rosso stagiona e si affina, di lieviti antichi e di tinaie, fino al momento clou dell’assaggio.

 

Foto 5. Onde di terra si inseguono a perdita d’occhio. Quest’angolo di Toscana, questa terra incantata a sud di Siena sull’antica Via Francigena, attira da qualche anno schiere di stranieri ammaliati dalla sua bellezza, che sta nel profilo morbido delle colline, dalle tante sfumature di colori, che infondono un senso di serenità e, appaga, come pochi altri posti, il senso estetico.

 

Foto 6 e 7. In prossimità del borgo di Buonconvento un segnale giallo indica, a 9 chilometri, il monastero di Monte Oliveto Maggiore. Un’abbazia fondata nel XIV secolo, mimetizzata tra boschi di centenari cipressi nel severo paesaggio delle crete. Un luogo dello spirito, un complesso monumentale che esalta l’arte senese con le sue logge, finestre e terrecotte dellarobbiane, fino al chiostro grande, dove con gli occhi sgranati di meraviglia, si possono ammirare i celebri affreschi del Signorelli e del Sodoma, che “fotografano” la vita e i miracoli di San Benedetto da Norcia, patrono d’Europa. Qui si fermavano per rifocillarsi i numerosi pellegrini che percorrevano la Via Francigena per raggiungere Roma. Attorno bellezza ovunque; borghi con mura merlate, campagne cosparse di pievi abbandonate, boschi e sorgenti.

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