Strano arresto a Sanremo dell’ucraino filorusso

Un arresto-pasticcio che può trasformarsi in un caso diplomatico. Igor Markov, ex deputato del parlamento ucraino, ritenuto personaggio di spicco dei filorussi in esilio con cui avrebbe contribuito alla nascita del cosiddetto «Comitato di salvezza nazionale dell’Ucraina», è stato fermato mercoledì a Sanremo. A far partire l’ordine di cattura l’Interpol di Roma su richiesta di Kiev. Ma l’operazione sa molto di Aisi e di spie varie. La richiesta di estradizione avanzata dal governo ucraino, sarebbe quella di ‘teppismo‘ negli scontri di piazza avvenuti nel 2007 a Odessa. Accusa facilmente definibile ‘politica‘, dato il contesto.

A garantire a Markov, arrivato all’aeroporto milanese di Malpensa, il passaporto diplomatico della Russia di Putin, che sostiene il ‘Comitato‘. L’uomo era comunque sotto controllo della polizia (e non soltanto) che è intervenuta dopo un va e vieni del russo-ucraino da Montecarlo. Marcov pare fosse sbarcato in Europa alla ricerca di finanziamenti per il suo Comitato nazionale per la salvezza dell’Ucraina, con i contatti giusti nella galassia degli uomini d’affari russi trapiantati in Italia e Francia per appoggiare politicamente il suo movimento che si propone di staccare l’Ucraina dall’orbita occidentale.

Missione supersegreta ma non troppo, visto l’epilogo. Posizione delicata e discutibile tra la diplomazia ufficiale di Kiev e le autorità di italiane. Sperando abbiano qualche elemento in più -non detto- a motivare il loro strano intervento. Sempre secondo il diplomatico di Kiev, le autorità ucraine stanno preparando ora i documenti per l’estradizione. Altra procedura insolita. Poi il dubbio chiave che spiega qualcosa. «Cosa avrebbe voluto fare Markov in Italia? O forse, meglio, in Francia? Quali politici europei avrebbe dovuto incontrare? Partita politica segnata da molti dubbi sui protagonisti contrapposti, con l’Italia messa nel mezzo».

 

Tags: Aisi Sanremo
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