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martedì 15 Ottobre 2019

Immigrato untore
o sindaci in malafede

Nessuna emergenza sanitaria da immigrazione ha colpito il nostro Paese. Parlano i fatti e i dati, parola dell’Istituto nazionale per la medicina delle migrazioni e della povertà. Ma la paura alimentata da falsi miti è utile strumento politico. La falsa e bugiarda informazione a fare da sfondo

Ignoranza, malafede e improvvisazione. Sono tre ingredienti utili per costruire false emergenze sanitarie causate dall’immigrazione. Perché il nostro Paese non è mai stato davvero a rischio epidemie. Parlano i fatti e i dati, parola dell’Istituto nazionale per la medicina delle migrazioni e della povertà (Inmp). È piuttosto un’informazione sbagliata e spesso maliziosamente bugiarda a costruire falsi miti, alimentando la paura nelle persone. E fabbricando ad arte la figura dell’immigrato untore.

 

immigrato copertina1

 

Perché di stereotipi e luoghi comuni sugli aspetti sanitari – poco conosciuti – del fenomeno immigrazione ce ne sono tanti. Spesso sono anche utili strumenti politici. È il caso del primo cittadino di Alassio Enzo Canepa? Il sindaco della cittadina ligure ha infatti emesso il 1 luglio una discussa ordinanza anti immigrati, che gli è valsa un esposto per “discriminazione razziale” presso l’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della presidenza del consiglio dei ministri) e una denuncia alla Procura, estesa anche al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

 

La trovata per rifiutare l’ingresso in città dei migranti è il rischio epidemie. I profughi senza fissa dimora (africani, asiatici e sudamericani) devono esibire un certificato sanitario che dimostri la negatività da malattie infettive e trasmissibili. Nel caso specifico si tratta di otto profughi sub sahariani – già visitati dalla Asl 2 di Savona – assegnati dalla Prefettura. L’esempio di scarsa accoglienza è stato seguito da altri comuni limitrofi. Come ricorda il sito SaluteInternazionale.info non è la prima volta che improvvisazione amministrativa e sparate giornalistiche hanno portato a clamorose smentite.

 

Per esempio i presunti (e accertati falsi) casi di tubercolosi a Modica nel 2014; o gli allarmi epidemia da scabbia da parte di alcuni noti leader politici italiani. O addirittura l’allerta per una imminente e infondata epidemia da Ebola, che in Italia è entrata controllata e innocua, ma non a causa di un immigrato. Ad ammalarsi in Sierra Leone mentre combatteva il virus è stato il medico italiano di Emergency Fabrizio Pulvirenti, per fortuna uscito indenne da questa brutta avventura.

 

In questo modo però cresce la paura dell’immigrato untore, responsabile di reintrodurre malattie che credevamo scomparse: scabbia e pediculosi (malattie della povertà), o addirittura l’Hiv, mai debellato dai paesi occidentali. Tutti allarmi che non trovano giustificazione oggettiva, secondo le informazioni fornite anche dal Ministero della Sanità. Semmai la salute si aggrava col tempo, e la causa – dice l’Inmp – è da rintracciare nell’estrema povertà dei migranti che risiedono in Italia.

 

immigrato interna

 

 

Persino i dati relativi agli sbarchi (con oltre 2.000 morti in soli 8 mesi) smentiscono una drastica crescita del flusso migratorio. I circa 70.000 arrivati nei primi mesi del 2015 rientrano in uno schema già visto. Mentre a soffrire di più sono Grecia e Balcani che hanno registrato un’impennata di immigrazione. La tentazione della bugiarda e facile informazione che parla alla pancia è forte. Così come il gioco sadico della politica a ingigantire la giusta sofferenza di alcuni territori.

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