domenica 26 maggio 2019

L’Afghanistan dopo Omar
avrà più pace o più guerra?

Pare ormai certo che la Guida spirituale dei taleban, il Mullah Omar, è morto ‘qualche tempo fa’ e di ‘malattia’. Il sospetto è che sia morto non molto tempo fa, come cercavano di farci credere. Vero è che a Quetta la ‘shura’, il consiglio degli insorti ha nominato successore, il Mullah Mansour

L’annuncio della morte da parte della famiglia, come da regola. Mullah Omar, il capo dei talebani non c’è più. Morto per malattia il 55enne combattente. Lo certificano fratello e figlio, ambedue desiderosi di sbeffeggiare ancora una volta la ‘coalizione’ a guida Usa, ricordandoci che lui, il ‘super ricercato’ con una taglia di 25 milioni sulla testa, ‘non abbandonò mai l’Afghanistan, manco per un solo giorno’. Ora sappiamo che alla guida del movimento talebano c’è il Mullah Mansur, già testa operativa del movimento negli ultimi tre anni ed ex ministro all’epoca del governo taleban sino al 2001.

 

Mullah_Omar

 

Secondo gli analisti è su di lui che il governo del Pakistan ha puntato per sostenere il dialogo tra insorti e governo di Kabul. La shura ha nominato anche due vice di Mansour: Sirajuddin Haqqani, figlio del fondatore della Rete Haqqani e suo comandante militare, e il Maulavi Haibatullah, già’ presidente della Corte Suprema dei talebani e capo del Consiglio religioso degli Ulema. La nomina di Haqqani, considerato vicino ad al-Qaeda e su cui gli Usa hanno posto una taglia di 10 milioni, potrebbe significare il prevalere nel movimento talebano dei sostenitori della riconciliazione afghana.

 

Le prime reazioni alla notizia della morte del mullah Omar non sembrano però positive per i colloqui di pace. Il Pakistan ha dovuto annunciare il rinvio del secondo round di colloqui previsto per oggi a Murree. Lo stop ai colloqui sembra dovuto alle forti spaccature nel movimento islamista. Favorevoli al dialogo sarebbero i talebani residenti in Pakistan guidati da Mansour, contrapposti a coloro che combattono in Afghanistan, capeggiati dal figlio ventiseienne di Omar, Mohammad Yaqub, al cui fianco vi sarebbe -fonti della BBC- anche il comandante militare mullah Qaum Zakir.

 

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Difficile credere che il leader talebano sia scomparso 26 mesi fa senza che nessuno facesse trapelare la notizia, senza che la shura di Quetta nominasse subito un successore e senza che i servizi segreti statunitensi, britannici, pakistani e afghani ne sapessero nulla. Più probabile quindi che la sua morte risalga a pochi giorni fa. Secondo fonti della sicurezza pachistana la morte di Omar sarebbe invece una fandonia per ostacolare i colloqui tra talebani e Kabul. Ora che il presidente afghano Ashraf Ghani ha sospeso il programma di cooperazione militare di Karzai con l’India nemica del Pakistan.

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