domenica 18 Agosto 2019

I due Marò e l’arbitrato
I documenti al tribunale
Versione italiana dei fatti

‘L’India si opporrà alle richieste dell’Italia davanti al tribunale di Amburgo’. Scontato. ‘L’Italia farà valere con determinazione le sue ragioni’, arzigogola il ministero, altrettanto scontato. Dopo tanti errori la prudenza sui fatti? I documenti al Tribunale del mare e la ricostruzione italiana dei fatti

Errori ripetuti nella gestione italiana dell’incidente sull’Enrica Lexie e dei Marò impongono adesso prudenza, e qualche attenzione in più nelle dichiarazioni ministeriali. Il 10 agosto prima udienza davanti al Tribunale Internazionale del Diritto del Mare di Amburgo, l’Itlos. L’India sosterrà che l’Italia non ha esaurito tutte le procedure locali a disposizione e che non vi sono circostanze tali da richiedere ‘misure provvisorie’. Insomma, i due fucilieri non sono in galera e l’Itlos non deve accogliere la richiesta italiana di sottrarre i due Marò alla giurisdizione indiana in attesa dell’arbitrato.

 

Insomma, nulla è scontato. Remocontro è andato a curiosare tra gli atti pubblici del tribunale di Amburgo. Ed ecco, la «List of Cases No. 24 Order 2015/5». Titolo dato al procedimento, «The “Enrica Lexie” incident (Italy v. India) request for the prescription of provisional measures under article 290, paragraph 5, of the United Nations». Insomma, la richiesta italiana di annullare le misure restrittive attualmente in vigore nei confronti dei Marò. Se ne discute il 10 agosto, dichiara il presidente del Tribunale Onu, Vladimir Golitsyn (russo), dalla ‘Città Libera e Anseatica di Amburgo’.

 

documento tribunale stretto color bello

 

Più interessante come il governo italiano racconta il drammatico incidente della Lexie (‘the incident involving the MV Enrica Lexie, an oil tanker flying the Italian flag) nel suo ricorso.

 

«Secondo l’atto di citazione dell’Italia, il 15 febbraio 2012, quando la Enrica Lexie “transitava a circa 20,5 miglia nautiche al largo della costa di Kerala, India, in viaggio dallo Sri Lanka a Gibuti … quando una imbarcazione non identificata veniva rilevata sul radar a circa 2,8 miglia nautiche di distanza e si dirigeva rapidamente verso la Enrica Lexie.

Mentre l’imbarcazione si avvicinava, il sergente maggiore Massimiliano Latorre e il sergente Salvatore Girone [due dei membri del Marò italiani schierati a bordo per proteggere la nave contro la pirateria nel corso della sua viaggio da Sri Lanka a Gibuti (così nella nota al Tribunale)] hanno valutato che era in rotta di collisione con l’Enrica Lexie e che questo modus operandi era coerente con un attacco dei pirati …

Il natante ha continuato a dirigersi verso la Enrica Lexie nonostante ripetuti avvertimenti luminosi e sonori e colpi di avvertimento in acqua …

Alla fine, dopo i tentativi evidenti di approccio alla Enrica Lexie, il natante si allontanava dirigendosi verso il mare aperto”».

 

Sempre il racconto italiano dei fatti, riraccontato dalla Corte di Amburgo. «L’Italia afferma che “le autorità indiane hanno ricevuto informazioni che due pescatori erano stati uccisi a bordo di una barca da pesca, il Sant’Antonio, e ha deciso che la Enrica Lexie era coinvolta nell’incidente.

“L’Italia sostiene che le autorità indiane” hanno dato istruzioni alla Enrica Lexie di far rotta per il porto di Kochi” dove -il 16 febbraio 2012- sono salite a bordo “oltre 30 rappresentati indiani”.

“L’Italia afferma inoltre che “il 19 febbraio 2012, il sergente Latorre e il sergente Girone sono stati arrestati dalla polizia del Kerala e posti in custodia “e che da quel giorno sono stati formalmente soggetti alla custodia di tribunali indiani”».

 

Le argomentazioni giuridiche italiane al Tribunale del mare.

Il 26 giugno 2015, con una notifica indirizzata al governo indiano, il Governo italiano ha presentato la controversia alla procedura di arbitrato

Il 21 luglio 2015, l’Italia ha presentato una richiesta di provvedimenti provvisori al Tribunale in cui si “chiede che il Tribunale prescrive le seguenti misure provvisorie:

(A) L’India si astenga dal prendere o applicare qualsiasi atto giudiziario o amministrativo contro il sergente Massimiliano Latorre e il sergente Salvatore Girone e da esercitare qualsiasi altra forma di giurisdizione sull’incidente della Enrica Lexie;

(B) L’India adotti tutte le misure necessarie per garantire che le restrizioni alla libertà, alla sicurezza e al movimento dei due fucilieri di marina siano immediatamente revocate per consentire il sergente Girone di viaggiare e tornare in Italia e al sergente Latorre di rimanere in Italia per tutta la durata del procedimento».

 

lapresse - fabbri - Massimiliano Latorre, Salvatore Girone

 

Il testo in inglese della ricostruzione dei fatti e delle richieste del governo italiano al tribunale del Mare delle Nazioni Unite

 

On 21 July, the Italian Republic submitted a request to the Tribunal for the prescription of provisional measures under article 290, paragraph 5, of the United Nations Convention on the Law of the Sea (“the Convention”) in a dispute with the Republic of India over the incident involving the MV Enrica Lexie, an oil tanker flying the Italian flag.

 

According to the statement of claim of Italy, on 15 February 2012 when the MV Enrica Lexie “was transiting approximately 20.5 nautical miles off the coast of Kerala, India en route from Sri Lanka to Djibouti …[a]n unidentified craft was detected on radar approximately 2.8 nautical miles away and was observed heading rapidly towards the MV Enrica Lexie. As the craft drew closer, Chief Master Sergeant Massimiliano Latorre and Sergeant Salvatore Girone [two of the members of the

Italian Marines deployed on board to protect the vessel against piracy during its voyage from Sri Lanka to Djibouti] assessed that it was on collision course with the Enrica Lexie and that this modus operandi was consistent with a pirate attack … The craft continued to head towards the Enrica Lexie despite sustained visual and auditory warnings from the Enrica Lexie and the firing of warning shots into the water… Eventually, after apparent attempts to approach the Enrica Lexie, the craft turned away and headed towards the open sea.”

 

Italy states that “the Indian authorities received information that two fishermen had been killed on a fishing boat, the St Anthony, and decided that the Enrica Lexie had been involved in the incident.” Italy alleges that the Indian authorities “instructed the Enrica Lexie to sail to Kochi” [an Indian port] where it was boarded by “over 30 Indian personnel” on 16 February 2012. Italy further states that “[o]n 19 February 2012, Sergeant Latorre and Sergeant Girone were … arrested by the Kerala police and placed in custody” and that “[t]hey have been formally subject to the custody of

the Indian courts to this day.”

 

On 26 June 2015, by a notification addressed to the Government of India, the Government of Italy submitted the dispute to the arbitral procedure provided for in Annex VII of the Convention.

 

Pursuant to article 290, paragraph 5, of the Convention, pending the constitution of an arbitral tribunal any party to the dispute may request the International Tribunal for the Law of the Sea to prescribe provisional measures to preserve the respective rights of the parties to the dispute or to prevent serious harm to the marine environment. The Tribunal may prescribe provisional measures if it considers that, prima facie, the arbitral tribunal to be constituted would have jurisdiction and that the urgency of the situation so requires.

 

On 21 July 2015, Italy submitted a Request for provisional measures to the Tribunal in which it “requests that the Tribunal prescribe the following provisional measures:

 

(a) India shall refrain from taking or enforcing any judicial or administrative measures against Sergeant Massimiliano Latorre and Sergeant Salvatore Girone in connection with the Enrica Lexie Incident, and from exercising any other form of jurisdiction over the Enrica Lexie Incident;

and

 

(b) India shall take all measures necessary to ensure that restrictions on the liberty, security and movement of the Marines be immediately lifted to enable Sergeant Girone to travel to and remain in Italy and Sergeant Latorre to remain in Italy throughout the duration of the proceedings before the Annex VII Tribunal.”

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