Privacy Policy Brescia 28 maggio 1974 piazza della Loggia, la strage fascista ha dei colpevoli -
sabato 18 Gennaio 2020

Brescia 28 maggio 1974 piazza della Loggia, la strage fascista ha dei colpevoli

Una strage fascista, ed era noto a tutti, meno che alla Giustizia. Ergastolo per Carlo Maria Maggi, ex ispettore veneto di Ordine Nuovo, e Maurizio Tramonte, l’ex ‘fonte Tritone’ dei servizi segreti d’allora. Nella strage di Piazza della Loggia, morirono otto persone e più di 100 furono ferite.

Brescia 28 maggio 1974 piazza della Loggia

Di quel giro di ‘camerati’ in bilico fra nostalgie naziste e collaborazioni con i servizi segreti delle odiate democrazie occidentali, s’era sempre detto, si sapeva che erano registi ed esecutori delle bombe ‘nel mucchio’, nelle banche, nelle piazze, sui treni, a fare stragi di innocenti per seminare il terrore nel Paese. ‘Destabilizzare per stabilizzare’, era la teoria dei servizi segreti Usa in Sudamerica. Traduzione italiana, ammazzare un po’ di innocenti per favorire una svolta autoritaria o meglio ancora, un colpo di Stato alla sudamericana. Fu la stagione cupa della ‘Strategia della tensione’.

Uno dei feriti soccorso da un compagno
Uno dei feriti soccorso da un compagno

Premessa tecnico processuale Per la bomba di piazza della Loggia, scoppiata durante un comizio dei sindacati, erano già stati celebrati tanti processi che se n’era perso il conto: chi dice dodici in tre istruttorie, chi dice quattordici in cinque istruttorie. Tutti, comunque, finiti nel nulla. L’ultimo filone di indagine aveva portato sul banco degli imputati, oltre a Maggi e Tramonte, anche l’ordinovista Delfo Zorzi, il generale dei carabinieri Francesco Delfino e l’ex segretario del Msi Pino Rauti, il suocero dell’ex sindaco di Roma Alemanno. Assolti per insufficienza di prove nel 2010 e nel 2012.

Questa seconda sentenza, è stata però bocciata in parte dalla Cassazione. I giudici hanno accettato le assoluzioni di Zorzi, Rauti e Delfino, ma hanno definito ‘ingiustificabili e superficiali’ quelle di Maggi e Tramonte. Schiaffoni ai colleghi ‘superficiali’, e nuovo appello e la sentenza di condanna. Sembra archeologia giudiziaria, ma non lo è. E’ storia. Carlo Maria Maggi, medico veneziano, 80 anni, avrà l’impunità anagrafica. Ma Maurizio Tramonte, ‘fonte Tritone’ dei servizi segreti d’allora, il Sid, ha invece solo 63 anni e per lui le cose potrebbero mettersi davvero male, con un ergastolo.

Gli striscioni sindacali a coprire i corpi
Gli striscioni sindacali della Cgil a coprire i corpi

Perché la sentenza ‘farà storia? Molte sentenze sulle stragi italiane, sulla ‘ Strategia della tensione’, erano arrivate a dichiarare colpevoli persone non più processabili perché già assolte con formula definitiva -come Freda e Ventura per piazza Fontana- o addirittura già morte -come Ermanno Buzzi, Marcello Soffiati e Carlo Digilio- per piazza della Loggia. Mai dei vivi e ancora processabili. Un difficile processo indiziario, depistato e ostacolato in mille maniere- che giunge quasi mezzo secolo dopo a ufficializzare le responsabilità di Ordine Nuovo e dei servizi segreti nelle stragi di quegli anni.

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