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domenica 15 Settembre 2019

C’ERA UNA VOLTA
Il contabile di Auschwitz
e la ragioneria che uccide

Oskar Gröning, novantaquattrenne tedesco, fu contabile SS preciso e zelante: dopo le perquisizioni ai deportarti nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, contava le banconote, catalogava le valute e le inviava a Berlino. Gröning accolse 420mila ebrei ungheresi. 300mila volarono via dal camino

Nei giorni scorsi un tribunale tedesco ha pronunciato una sentenza di condanna a quattro anni di carcere nei confronti di Oskar Gröning, novantaquattrenne tedesco accusato di aver partecipato all’eliminazione dei deportati nel campo di Auschwitz-Birkenau. Gröning, dopo le perquisizioni accurate condotte all’ingresso nel campo, contava le banconote e catalogava le monete sequestrate, le metteva in ordine e le faceva pervenire a Berlino. Un semplice incarico di fiducia insomma, svolto con zelo. Si è calcolato che, nel periodo da maggio a luglio 1944, Gröning sia stato presente all’arrivo di circa 420.000 ebrei ungheresi dei quali almeno 300.000 passati in seguito attraverso le camere a gas e i crematori. In altre parole Oskar Gröning, obbediente e disciplinato, ha assistito all’arrivo di circa 140 treni (e cioè più di uno al giorno) svolgendo sempre con precisione il compito assegnato.

 

Nazi bagagli oskar-groning-sito

 

Oskar Gröning ha ammesso di aver fatto parte delle SS e di essere stato convinto sostenitore del nazismo, ma ha anche scritto parte di un libro di memorie su Auschwitz per contrastare il negazionismo dicendo semplicemente «Io c’ero: ho visto camere a gas e forni». Durante il processo non ha smentito quindi la sua presenza ad Auschwitz-Birkenau – del resto confermata nel libro –, ma ha più volte sottolineato che il suo ruolo era più o meno quello di un contabile negando di aver mai commesso particolari violenze.

Probabilmente la durata dell’incarico svolto è stata più lunga, i treni visti arrivare sono stati molti di più e più elevato il numero dei deportati visti da Gröning entrare nelle camere a gas, ma queste sono state le risultanze che hanno confermato le accuse. Gröning inoltre è stato riconosciuto da testimoni sopravvissuti all’Olocausto provenienti dagli Stati Uniti e dal Canada e la descrizione del suo ruolo confermata al di là di ogni ragionevole dubbio.

 

Nazi cop 800

 

Trascorsi ormai più di settant’anni dalle vicende dello sterminio, il processo appena concluso sarà l’ultimo celebrato nei confronti di un nazista ancora vivente, ma la memoria dell’Olocausto resterà. La figura di Oskar Gröning presenta alcuni aspetti esemplari: nato nel 1921, figlio di un invalido della Prima Guerra mondiale, orfano di madre a quattro anni, iscritto al partito nazista nel 1939 e volontario nelle SS nel 1940. Dopo aver sottoscritto la dichiarazione di riservatezza che era comunque richiesta a tutti, l’arrivo ad Auschwitz-Birkenau a svolgere un lavoro di grande responsabilità. Accanto o nella stessa persona convive però un altro Gröning: l’autore del libro in cui condanna il nazismo e lo sterminio, cosa piuttosto singolare, se non addirittura unica. Altro particolare non secondario – a parte altri processi subiti in passato da cui è però uscito assolto – è che Gröning ha anche più volte testimoniato contro ex nazisti.

 

nazi ieri e oggi sito

 

Il processo sembra anche una grande metafora della Germania odierna e del superamento dei sensi di colpa: un passato orribile non è più negato e i responsabili giustamente puniti senza polemiche infuocate. Gröning stesso e la sua breve carriera di carnefice sembrano l’incarnazione dei più banali stereotipi sui nazisti: un fedele esecutore di ordini, scrupoloso e sempre rispettoso delle gerarchie, ma che mai in quei mesi trascorsi ad Auschwitz-Birkenau ha provato un minimo sentimento nei confronti di coloro che – spogliati del denaro e soprattutto della loro umanità – erano avviati nelle camere a gas. In altre parole la vera essenza della banalità del male.

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