• 27 Febbraio 2020

Delitto imperfetto
‘Lucia Borsellino
come suo padre’

Paolo Borsellino e Leonardo Sciascia

I tre protagonisti. Lucia Borsellino, il medico Matteo Tutino e il governatore Rosario Crocetta
I tre protagonisti. Lucia Borsellino, il medico Matteo Tutino e il governatore Rosario Crocetta

 

Quella intercettazione ‘secretata’ ma non troppo

La «bomba» scoppia quando le agenzie rilanciano un’anticipazione del settimanale L’Espresso in edicola oggi. Una notizia clamorosa, che ha come protagonisti un medico ai domiciliari per truffa e il governatore siciliano Rosario Crocetta. In una conversazione intercettata, dice il settimanale, il dottore Matteo Tutino, noto chirurgo plastico che usava le strutture pubbliche per interventi estetici, direbbe parole pesantissime al presidente della Regione, suo sponsor di vecchia data, sull’ex assessore alla Sanità Lucia Borsellino.«Quella va fermata, fatta fuori come il padre», il magistrato assassinato dalla mafia 23 anni fa. Frase detta dal chirurgo. All’altro lato dell’apparecchio Crocetta, che da sempre il prima fila nell’antimafia, sarebbe rimasto in silenzio. Le reazioni politiche si scatenano dopo pochi istanti. Ed è lo stesso governatore, praticamente sull’orlo di una crisi di nervi, a intervenire per primo: «Non ho sentito questa frase, mi sento male», commenta.

 

Questo è l’inizio della storia. Poi accade di tutto: dalle durissime parole di Lucia Borsellino, che dice di essere «intimamente offesa» e di «provare vergogna per loro», alle richieste di dimissioni del presidente della Regione avanzate praticamente da tutte le parti politiche. Dalle telefonate di solidarietà all’ex assessore da parte delle più alte cariche dello Stato – Mattarella, Grasso, Boldrini e Renzi -, all’annuncio di Crocetta di un’autosospensione, gesto d’impeto dal valore politico, non prevista, però, dallo Statuto siciliano. Non si contano le dichiarazioni politiche: tutte nettissime e senza appello per Crocetta. «Vergognosa, schifosa, deprecabile», gli aggettivi più ricorrenti nelle note che si susseguono per tutto il pomeriggio.

 

L'ex assessore alla sanità e il suo Governatore
L’ex assessore alla sanità e il suo Governatore

 

Crocetta in lacrime all’ANSA dirà poi: ‘Mi hanno ammazzato’

Crocetta non riesce a trattenersi al telefono con l’ANSA. Piange. Singhiozza. “Perché… perché”, ripete. “Ma quanto è potente questa mafia che mi vuole fare fuori?”, continua. “Avrei potuto anche farla finita oggi…”. “E’ stato il giorno più brutto della via vita” aggiunge. Eppoi: “Metodo Boffo? Peggio, d’ora in poi si può parlare di ‘metodo Crocetta’. Volevano farmi fuori” aggiunge il governatore della Sicilia. E il Procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi: “Agli atti dell’ufficio non risulta trascritta alcuna telefonata del tenore di quella pubblicata dalla stampa tra il governatore Crocetta e il dottor Matteo Tutino”.

 

L’Espresso conferma quanto pubblicato. “La conversazione intercettata tra il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta e il primario Matteo Tutino – afferma in una nota – risale al 2013 e fa parte dei fascicoli segretati di uno dei tre filoni di indagine in corso sull’ospedale Villa Sofia di Palermo”.Sul governatore scoppia la bufera con il Pd che ne chiede le dimissioni e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e il premier Matteo Renzi chiamano la Borsellino per manifestarle la loro solidarietà. Il presidente del Senato Pietro Grasso, parla di “parole schifose”.

 

“Non ho sentito la frase su Lucia, forse c’era zona d’ombra, non so spiegarlo; tant’è che io al telefono non replico. Ora mi sento male. Se avessi sentito quella frase, non so… avrei provato a raggiungere Tutino per massacrarlo di botte, forse avrei chiamato subito i magistrati. Non so… sono sconvolto. Provo un orrore profondo”.

 

Crocetta solo 600

 

 

Lucia Borsellino: “Provo vergogna per loro”

 

L’intercettazione che inguaia Crocetta arriva dopo settimane convulse: tre assessori dimessi in pochi giorni, una mozione di sfiducia annunciata e l’arresto di Tutino,con l’accusa di falso, abuso d’ufficio, truffa e peculato. Alla luce delle parole intercettate, sembrano acquisire un senso le dimissioni di Lucia Borsellino da assessore alla sanità, arrivate appena pochi giorni fa.

 

“Prevalenti ragioni di ordine etico e morale e quindi personale, sempre più inconciliabili con la prosecuzione del mio mandato, mi spingono a questa decisione”, aveva detto la figlia di Paolo Borsellino facendo un passo indietro, subito dopo l’arresto di Tutino, il 29 giugno scorso.

 

Ed è indagando sul medico che la procura di Palermo registra quelle parole. “Non posso che sentirmi intimamente offesa e provare un senso di vergogna per loro“, è il commento di Lucia Borsellino. “Non rinnego nulla – ha continuato – ho fatto quello che potevo in un contesto, evidentemente, poco edificante”.

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

Read Previous

L’Iran e il suo diritto
al nucleare civile

Read Next

Nuovo capo alla Difesa Usa e il vecchio nemico Russia. Arriva «Battagliero Joe»