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sabato 18 Gennaio 2020

Nuovo capo alla Difesa Usa e il vecchio nemico Russia. Arriva «Battagliero Joe»

Prossimo cambio al vertice della Difesa Usa. L’attuale Comandante del Corpo dei Marines, il generale Joseph Dunford, prossimo Capo di Stato Maggiore Difesa, risponde al Senato a conferma l’elenco delle minacce: prima la Russia, poi Iran, Corea del Nord, Cina e solo quarto il Califfo al-Baghdadi

L’attuale Comandante del Corpo dei Marines, il generale Joseph Dunford, nickname ‘Fighting Joe’, il ‘battagliero Joe’ è stato designato per assumere l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Difesa a partire dal prossimo 1° ottobre, quando l’attuale generale Martin Dempsey andrà in pensione. Per lui l’audizione al Senato dove è stato ‘intervistato’ per la conferma dopo la designazione presidenziale. Da lui il replay dell’elenco delle minacce alla stabilità mondiale: nell’ordine da Russia, Iran, Corea del Nord, Cina e infine le ‘Violent Extremist Organizations’, Isis, al Qaeda eccetera.

L'attuale Comandante dei Marines, generale Joseph Dunford, nickname 'Fighting Joe', il 'battagliero Joe'
L’attuale Comandante dei Marines generale Joseph Dunford, nickname ‘Fighting Joe’, ‘Battagliero Joe’

Per Battagliero Joe la Russia costituisce oggi la più grande minaccia per gli Stati Uniti. Non una minaccia ipotetica o remota ma concreta e attuale, azzarda il Marines di fronte alla maggioranza repubblicana al senato che gradisce. “In Russia c’è una potenza nucleare” -ha detto Dunford- e qualcuno che non solo ha la capacità di violare la sovranità dei nostri alleati e di compiere atti incompatibili con i nostri interessi nazionali, ma che è anche in procinto di farlo”. Una posizione un po’ troppo guerrafondaia, tanto da costringere i vertici politici a rimettere al suo posto il battagliero Joe.

Il Segretario di Stato John Kerry ha fatto subito sapere di non condividere affatto le affermazioni e le valutazione del generale. Ha preso le distanze anche il Presidente Obama attraverso il portavoce Josh Earnest, secondo il quale il commento di Dunford riflette il suo personale punto di vista e non quello degli analisti alla sicurezza del Presidente. Attribuito il primato di minaccia al Cremlino, il marines cambia la classifica del Pentagono: seconda la Cina, minaccia potenziale per gli interessi USA nell’area del Pacifico. Poi Corea del Nord e Isis, mentre sfuma l’Ira nel giorno dell’accordo.

Sulla lotta all’ISIS, un tema affrontato anche di recente dal Presidente Obama per l’accusa di scarso impegno e risultati, Dunford disarma e sposa la teoria del ‘non solo guerra’. La Difesa si pone due obiettivi: impedire la creazione di un “santuario” nemico e quello della ricostruzione delle forze irachene e siriane intese come ‘opposizione anti-Assad’. Su questo tema, ha concluso Dunford, la Difesa non potrà raggiungere in via definitiva i suoi obiettivi finché non avverranno gli interventi delle altre aree governative definite ‘prioritarie’. Quella guerra proprio non piace ed è scarica barile.

Il Pentagono a Washington
Il Pentagono, Washington

Gli aiuti militari USA all’Ucraina, col Senatore John Mc Cain, il presidente della Commissione, come suo principale sponsor. “Da un punto di vista militare penso sia ragionevole che noi forniamo un supporto all’Ucraina e, francamente, non credo che gli ucraini siano in grado di proteggersi dall’aggressione russa senza questo supporto”. Altra gaffe. Questa volta è intervenuto John Kirby, portavoce della Segreteria di Stato, a precisare che l’amministrazione USA non ha comunque mutato la propria linea di condotta: invio all’Ucraina di aiuti “non-letali” e di consiglieri militari.

 

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