L’inquinamento tra le cause delle alluvioni devastanti

Era sotto gli occhi di tutti da molto tempo. Ma ora -se ce ne fosse ancora bisogno- gli scienziati del dipartimento Usa per l’Energia hanno raccolto altre prove: l’inquinamento atmosferico scatena alluvioni e inondazioni devastanti. Con la conseguenza di mettere in pericolo la vita di milioni di persone, creare nuovi rifugiati climatici ed esodi di massa dalle zone colpite dalle catastrofi ambientali. Senza contare –ma solo perché è un conto difficile da fare– i danni economici provocati dagli annunciati cataclismi.

Il dolore provocato dalla distruzione della tromba d'aria in Veneto l'8 luglio 2015

Il dolore provocato dalla distruzione per la tromba d’aria in Veneto l’8 luglio 2015

Senza andare troppo lontano, il tornado che l’8 luglio ha raso al suolo interi edifici in Veneto, uccidendo una persona, è un fenomeno atmosferico legato all’innalzamento delle temperature del globo. Ne sono certi anche i climatologi italiani che osservano da tempo un incremento di simili attività atmosferiche. Ne sono convinti –parlando dell’inondazione del Sichuan in Cina del 2013– i ricercatori del Pacific Northwest National Laboratory (PNNL), che recentemente hanno pubblicato le loro ricerche su Geofhysical Research Letters e rilanciato da Nature.

Durante quell’alluvione sono morte 200 persone, centinaia i dispersi, oltre 2.300 gli sfollati e decine di città in totale blackout. La vita di oltre 6 milioni di persone è stata sconvolta per sempre e non si è ancora finito di contare i danni economici, che sono stati enormi. Situazioni di questo tipo –di entità più o meno grave- si verificano ormai da parecchio tempo. È un problema che riguarda il nostro presente e non, come si usa dire per indorare l’amara medicina, un indefinito futuro.

Analizzando il disastro del Sichuan «abbiamo scoperto un meccanismo che può trasformare una normale pioggia in un grave evento atmosferico, in particolare nelle zone di montagna che si trovano sottovento e dove i temporali possono essere attivati dalla topografia». A parlare è Jiwen Fan, scienziata atmosferica che ha condotto la ricerca del PNNL. L’inquinamento, dice Fan, è cresciuto in maniera esponenziale nelle aree a grande sviluppo economico, come Cina e India. Nessuno dei due Paesi ha messo in atto contromisure vere.

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Ma non l’hanno fatto nemmeno i governi occidentali. Fenomeni simili, spiegano i ricercatori, possono verificarsi in altre zone della terra dove ci sia analogia per livello di inquinamento e topografia. Tracciare scientificamente un filo diretto tra le emissioni di CO2 e la violenza delle tempeste rappresenta un passo avanti per la ricerca. Ma non solo. Ora i governi hanno uno strumento in più –se lo sanno vedere- per combattere il cambiamento climatico.

Tags: clima
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