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lunedì 16 Settembre 2019

C’ERA UNA VOLTA
Nevskij principe di Vladimir
eroe russo che non era Putin

L’egemonia sul Baltico sta dannando il mondo da secoli. Popolazioni slave, russe o polacche, in lite tra loro, o spintonate da sud dai ‘cristiano latini’, che poi erano sopratutto teutonici. Arrotondi e ti trovi nel pasticcio Ucraina d’oggi. Quei popoli baltici pagani da convertire con la spada…

L’egemonia sul Baltico è stata oggetto di contesa per secoli tra tutte le potenze che si affacciavano su quel mare. Probabilmente i primi ad insediarsi in maniera stabile nella parte orientale per difendere i propri traffici commerciali furono i mercanti tedeschi risaliti dalle coste sabbiose della Prussia nel XII secolo e ad essi seguirono i cavalieri teutonici che organizzarono invece l’interno creando vasti latifondi da loro amministrati rigidamente. Secondo antiche fonti tedesche le popolazioni baltiche dell’interno erano ancora pagane e la conversione al cristianesimo avvenne con il robusto appoggio della spada. Diverse sono ovviamente le fonti antiche slave, non ancora russe in senso moderno, che chiamano invasori tutti quelli che da ovest cercarono di insediarsi al di là del lago Peipus o sulla sponda meridionale dell’attuale golfo di Finlandia.

 

Nevski francobollo 800

 

A metà del XIII secolo fu un russo a fermare l’espansione svedese da nord e tedesca da sud: Aleksandr Jaroslavic, meglio conosciuto in seguito come Aleksandr Nevskij (1220-1263), principe di Novgorod e Vladimir, eroe popolare russo, in due celebri battaglie sconfisse gli invasori. La prima avvenne alle foci della Neva contro gli svedesi che, guidati da Birger Magnusson, scendevano dalla Finlandia verso il lago Ladoga per imboccare la ‘via dei variaghi’, antico percorso commerciale che andava dal Baltico al mar Nero unendo Novgorod a Bisanzio. Il 15 luglio 1240 i russi, protetti dalla nebbia, attaccarono il campo svedese sulla riva del fiume nei pressi della confluenza con l’Izora e li sconfissero in un duro scontro. Da quella prima battaglia combattuta sulle rive della Neva ebbe origine il soprannome di Nevskij.

 

Nevskij battaglia COP 800

 

Nella stessa estate del 1240 anche un gruppo di ‘cristiani latini’, così chiamati nelle cronache di Novgorod – ma in realtà tedeschi, danesi, svedesi ed estoni tra i quali il gruppo più numeroso era costituto da cavalieri teutonici –, si era insediato nella Vozia, regione ad oriente del lago Peipus costruendo una fortezza ad una ventina di chilometri dal mare nei pressi di Kopor lungo il fiume Luga. Il contrattacco non fu immediato sia per la battaglia appena combattuta con gli svedesi, sia per divergenze politiche all’interno del principato di Novgorod. Nevskij, che era stato allontanato dal potere, fu richiamato e in una prima campagna nel 1241 conquistò Kopor e fece giustiziare gli abitanti della Vozia che avevano collaborato con il nemico. Gli scontri proseguirono fino ai primi di aprile del 1242, quando Nevskij incontrò finalmente l’esercito nemico e lo sconfisse in una battaglia sulle rive del lago gelato.

 

Icona a mosaico di St. Nevskij a Sofia, in Bulgaria
Icona a mosaico di St. Nevskij a Sofia, in Bulgaria

 

Proprio la presenza di lastroni di ghiaccio, che si ruppero sotto il peso dei cavalieri teutonici facendoli annegare, conferì alla battaglia fama duratura. Lo scontro coinvolse poche migliaia di uomini da una parte e dall’altra, ma assunse un grande significato simbolico per l’identità nazionale russa, anche se sembra ormai che non di ghiaccio si trattasse ma di pantano dovuto al disgelo. Nel 1542 Nevskij fu proclamato santo dal sinodo della chiesa ortodossa. Pietro il Grande ordinò la costruzione di un monastero sul luogo della prima battaglia e fece trasportare a San Pietroburgo i resti del santo. La grande fama al personaggio derivò però da un film girato nel 1938 dal regista Ejzenstejn (l’immagine di copertina), in chiave ferocemente anti nazista, molto apprezzato all’estero e in Unione Sovietica, ma con alterne vicende di pubblico. Il film infatti non girò nelle sale durante il periodo del patto di non aggressione tra Stalin e Hitler, ma si trasformò in un successo straordinario a partire dal giugno 1941, dopo cioè l’aggressione tedesca all’Unione Sovietica.

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