Privacy Policy Fuga disperata dalle guerre Esodo record di rifugiati Più Grecia che Italia -
sabato 14 Dicembre 2019

Fuga disperata dalle guerre
Esodo record di rifugiati
Più Grecia che Italia

L’Onu: record migranti nel Mediterraneo, 137mila da inizio 2015. +83% dallo stesso periodo 2014. La grande maggioranza da loro sono in fuga da guerre, conflitti o persecuzioni, rendendo la crisi del Mediterraneo soprattutto una crisi di rifugiati. Più in Grecia che in Italia come prima destinazione

La crisi del Mediterraneo è soprattutto una crisi di rifugiati, persone che hanno attraversato il Mediterraneo verso l’Europa  in fuga da guerre, conflitti o persecuzioni.  137 mila esseri umani durante i primi sei mesi del 2015 che possono ambire allo status di rifugiato. Si tratta dell’83% in più, rispetto ai 75.000 dello stesso periodo dello scorso anno. Un terzo degli uomini, donne e bambini arrivati via mare in Italia o in Grecia fuggono dalla Siria. La crisi del Mediterraneo viene considerata dall’Onu di “proporzioni storiche”. E il peggio, prevedono, deve ancora venire.

 

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L’aumento significativo è previsto per il periodo estivo. Nella seconda metà del 2014 per esempio gli arrivi erano quasi raddoppiati rispetto ai primi sei mesi. Il mese più tragico del 2015 per numero di morti in mare è stato aprile. Infatti, se da gennaio a marzo si stima siano annegati o scomparsi in mare 479 rifugiati e migranti, mentre nel 2014 erano 15, la situazione è peggiorata in primavera a causa di numerosi naufragi ravvicinati. I morti accertati sono stati 1.308 in un solo mese: una cifra terribile mai raggiunta sino a ieri per un successione di eventi e incontrollabili.

 

I Paesi di provenienza dopo la Siria sono l’Afghanistan e l’Eritrea. Ed anche in questo caso si tratta di potenziali rifugiati. Il rapporto segnala anche che la rotta Mediterraneo centrale (dal nord Africa verso l’Italia) è stata quindi superata dalla via del Mediterraneo orientale (dalla Turchia verso la Grecia). Dalla Grecia rifugiati e migranti proseguono il viaggio attraverso e l’ex Jugoslavia, via Macedonia,  Serbia e Ungheria. Tutto questa dovrebbe imporre qualche ripensamento su alcune velleità europee di ‘flotta anti scafisti’ mirata  sulla Libia, col rischio d’essere fuori bersaglio.

 

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Oltre 1.000 persone ogni giorno entrano dalla Grecia, mentre solo poche settimane fa erano circa 200. Non mancano i casi di abusi e violenze lungo il percorso da parte di trafficanti e reti criminali, a fronte di una crescente chiusura delle frontiere. ‘L’Europa ha una chiara responsabilità, che è quella di aiutare coloro che cercano protezione da guerre e persecuzioni -ha sottolineato Antonio Guterres, dal giugno 2005 a capo dell’Unhcr- Negare questa responsabilità equivale a minacciare le fondamenta stesse del sistema umanitario che l’Europa ha lavorato così duramente per costruire’.

 

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