lunedì 25 settembre 2017

«L’ora dei Luigino». Salvare il mondo dicendo scemenze

Esperienza personale del parente sbruffone, qualunquista e un po’ ignorante che incombe su ogni famiglia variando nome ma con caratteristiche quasi scientifiche. Il mio l’ho chiamato Luigino, e vale per tutti a titolo di brevetto. Voi pensate a qualsiasi vostro congiunto, o collega, o conoscente, o esponente politico a vari livelli che, di fronte ai […]

Esperienza personale del parente sbruffone, qualunquista e un po’ ignorante che incombe su ogni famiglia variando nome ma con caratteristiche quasi scientifiche. Il mio l’ho chiamato Luigino, e vale per tutti a titolo di brevetto. Voi pensate a qualsiasi vostro congiunto, o collega, o conoscente, o esponente politico a vari livelli che, di fronte ai drammi del mondo, propone soluzioni tanto radicali quanto inverosimili e idiote e avete il vostro Luigino. Ognuno ha il suo Luigino e ognuno di noi ha il suo momento da Luigino: io ad esempio divento Luigino ogni volta che guido nel traffico di Roma, e non sto a raccontarvi cosa dico e penso degli automobilisti romani e delle mamme dei vigili urbani che quando servono fanno capodanno. Luigino è colui che ragiona di pancia e dà aria alle sue proposte come spiacevole conseguenza. Luigino usa la pena di morte e, quando si modera, si accontenta della galera diffusa. Luigino ha sempre un nemico ben chiaro a cui addossare ogni colpa e contro cui scatenare la guerra. Per Luigino i dubbi non esistono e la pietà è solo cosa poco maschia. Soluzioni radicali per tutto a porre rimedio ai mali del mondo a cui la manica di imbecilli che lo governano (il pianeta), non è stata capace sino a ieri di far fronte, in attesa forse del Luigino salvifico. Il mio Luigino d’origine, le scemenze le diceva in genovese e io le ritrovo nella lingua condivisa con De André. Chi non è mai stato Luigino almeno per una volta, scagli la prima pietra. Ovviamente c’è il Luigino occasionale (tutti noi), e c’è il Luigino professionista che andiamo a studiare.

 

Crozza Razzi altra sito

 

Il Luigino è predisposto alla sentenza, al consiglio non richiesto, ed è genericamente attratto dalle cose che non vanno, ma con attitudini universali. Luigino è in grado di passare dal terrorismo Isis allo scandalo calcio, dalla enciclica sull’ambiente di Papa Francesco alla crisi greca. Peggio di noi giornalisti. Eclettico anche se a coerenza variabile. L’imputato delle peggiori nefandezze può di volta in volta cambiare, ma resta impietosa la condanna al massimo della pena e un po’ di più. Luigino è biblico con la mancia: all’occhio per occhio, aggiunge sempre qualche diottria e dente in più. Luigino aggredisce la paura perché della paura è la prima vittima, ma sempre forte della sua solidissima ignoranza. Il terrorismo jihadista che ormai ci minaccia in casa? Sterminiamo gli jihadisti, come non si sa, ma sarà guerra assoluta con la ferocia dei dettagli da fare  concorrenza ai boia del Califfo. Nella classifica dei Luigino, dopo il nemico d’attualità, variabile con i titoli dei Tg e dei discorsi sentiti al mercato, c’è la costante dei migranti e degli zingari: tutti da cacciare, anche se ovviamente Luigino non è mai razzista. Questo nel Luigino da strada. Più complessa la situazione dei Luigino da politica e da istituzioni. Quindi il primo distinguo da fare è tra il Luigino autentico e il Luigino da incasso elettorale. Facciamo un esempio: quando Salvini o Maroni chiedono il blocco navale alla Libia, stanno facendo una ‘luiginata’ da scemenza conclamata o fanno i Luigino solo per incassare applausi e voti del loro elettorato Luigino?

 

crozza salcvini e c 800

 

Problema vero sui Luigino in politica, è il distinguere tra i Luigino occasionali e i Luigino abituali, cronici, produttori abituali, seriali, di scemenze. L’eterno quesito ‘lo fa’ o ‘lo è?’. La scemenza da Luigino, quando colpisce, ha l’impatto devastante della droga: una volta caduti tra le grinfie del Luigino spacciatore di cazzate, è difficile uscire dal tunnel. Ma parliamo dei Luigino governativi, a partire dall’alto. Matteo Renzi passerà alla storia per lo ‘stai sereno’ ad Enrico Letta, mix tra il Luigino e la carogna. Per rispetto istituzionale ci fermiamo qui, certi che il prossimo Luigino di Renzi sarà comunque attraverso un twitt. È convintamente Luigina la Mogherini quando presenta il bluff europeo sui migranti e flotta antiscafisti come ‘Eccezionale risultato Ue’. Poi il caso grave, cronico davvero, della ministra della Difesa Roberta Pinotti quando spara ‘belinate’ (omaggio linguistico sempre a De André) sull’intervento armato dell’Italia in Libia. Sospetto contagio da divise ministeriali forse troppo a lungo frequentate: Luigina biologica o geneticamente modificata? Per volare in alto, anche le luiginate estere di Gentiloni. Quando il ministro va ad accogliere le giovanissime cooperanti d’avventura liberate in Siria e ce le propone come eroine, o inciampa sulla guerra alla jihad costretto a correggersi più volte, è Luigino di suo o è Luigino di sponda da ufficio stampa di Luigini? Avrete capito che a parlare dei Luigino nel Paese e nel mondo potremmo andare avanti all’infinito. Con una serie di problemi infiniti e litigi possibili. Il Luigino è come una fede calcistica.

 

Trotta Renzi sito

 

Nel mondo è più Luigino Tsipras o è più Luigina Christine Lagarde dalla candida chioma? Ucraina: più Luigino Poroshenko o Putin? E via via sdrammatizzando le crisi più gravi nel mondo. A volte però non esiste possibilità di confronto, ad esempio sull’Isis: solo loro, feroci assassini, a fare noi dei Luigini, spingendoci a invocare il peggio su di loro. I dubbi su Luigino possono essere infiniti: quanto e quando è Luigino Obama, Luigina Merkel, o i Luigino con gli occhi a mandorla? Suscita qualche sorriso pensare ai Luigino che ci arrivano non invitati in casa via tv. Stabilito l’assoluto anonimato degli attuali Luigino mezzobusto a me viene d’istinto una impietosa classifica da ‘repellenza’ dei vari Luigino imposti nel ‘pastone politico’. Premesso che il pastone è il cibo spazzatura che si dava ai porci, a me ogni volta che reggo quella parte di Tg, viene d’istinto la classifica personale dei Luigino più antipatici e anticomunicativi. Campioni in casa Pd, per me i vicesegretari recitatori di soffietti, con l’eccellenza della ‘occhisbarrati’ Serrachiani in gara con Gasparri. O i parlamentari 5Stelle che ripetono la stessa strofa della favola scritta da Casaleggio. A caccia dei Luigini di rilievo, come dimenticarsi del centro-destra? L’imbattibile Luigino Brunetta, sino all’ormai patetico Luigino Silvio. Pietas per lui. Importante che non gli venga in mente di copiarmi e di proporre il Partito dei Luigino, che sarebbe inesorabilmente vincente. Ma ora tocca a voi: poche righe per i vostri Luigino preferiti, dal calcio al Vaticano, a ruota libera. Scrivete e diffondete prima che i Luigino soffochino il mondo. La mia ‘luiginata’ per oggi è fatta.

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