Privacy Policy C'ERA UNA VOLTA Quando la flotta era SPQR e la minaccia era Cartagine -
venerdì 13 Dicembre 2019

C’ERA UNA VOLTA
Quando la flotta era SPQR
e la minaccia era Cartagine

Prima di EuNavFor e di molte altre flotte che a loro volta guardavano con timore alle coste africane. Giovanni Punzo ci porta nel Mediterraneo quando divenne ‘Mare nostrum’. Il luogo dove si sono concentrati conflitti sanguinosi e vittime incalcolabili. Molto prima delle stragi dei migranti

Tralasciando gli albori della storia e la mitica guerra di Troia, i conflitti sul Mediterraneo riferiti ci appaiono ininterrotti: dalla guerra del Peloponneso alle guerre tra greci e cartaginesi, dalle guerre tra romani e cartaginesi a quelle tra romani ed altre popolazioni, dalle invasioni e dalle scorrerie arabe fino alla battaglia di Lepanto e attraversando altri secoli irrequieti si arriva a Orazio Nelson, alla battaglia di Navarino e alla Seconda Guerra mondiale.

 

Ricostruzione di una trireme romana
Ricostruzione di una trireme romana

 

Dopo la guerra del Peloponneso, tra le più documentate in senso storiografico di guerre mediterranee, si collocano le guerre puniche, assai importanti perché -nell’arco di meno di un secolo- una potenza risultò vincitrice e per secoli diede l’impronta a questo mare.

Abbandoniamo però la retorica del ‘mare nostrum’ e restiamo sui fatti: nel 241 a. C., dopo vent’anni di guerra per terra e per mare, la flotta romana sconfisse quella cartaginese nella battaglia delle Egadi. Si concludeva la prima guerra punica, anche se il confronto sarebbe proseguito per decenni.

La cosa che incuriosisce ancora oggi è che Roma non aveva esperienza di guerra sul mare e le casse dell’erario erano vuote. A raccontare come sia stata presa la decisione di imbarcarsi in un’impresa azzardata -investendovi pure risorse ingenti- è lo storico Polibio: Roma era alla disperazione e la soluzione fu quella di tentare il tutto per tutto.

 

Nell’estate del 242 a.C. una flotta guidata da Gaio Lutazio Catulo fece vela verso la Sicilia per rinforzare l’assedio di Lilibeo in corso da anni con alterne vicende. La sorpresa dei cartaginesi fu totale e ben presto fu chiamata in soccorso la flotta da Cartagine; nel frattempo però i romani continuarono ad esercitarsi sapendo che il nemico sarebbe potuto arrivare dal mare da un momento all’altro. Quando nella primavera successiva arrivò la flotta cartaginese, era talmente carica di rifornimenti che faticò a manovrare e i romani, nella battaglia delle isole Egadi ebbero la meglio.

Polibio aggiunge che il risultato fu esattamente l’opposto di quello che i due contendenti si attendevano: non solo furono sconfitti i cartaginesi, ma l’immenso bottino fatto dai romani li aiutò anche nell’assedio terrestre. Fu sottoscritta allora una pace, anche se più propriamente si dovrebbe parlare di armistizio, perché -come è noto- seguirono altre guerre fino alla distruzione di Cartagine.

 

Antica carta nautica del canale di Sicilia
Antica carta nautica del canale di Sicilia

 

Da queste narrazioni tra cronaca e storia ci raffiguriamo oggi il mondo antico popolato di colonne rostrate -erette cioè per ricordare le vittorie con i trofei di bronzo catturati al nemico- fatto di passerelle con l’arpione per abbordare le navi e di vasi di coccio pieni di serpenti lanciati da una nave all’altra con la catapulta. L’altro mondo antico che ci sfugge è quello delle decisioni estreme, dell’appello rivolto alla sola fortuna, o addirittura all’azzardo, e non ad altro.

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