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domenica 17 20 Novembre19

Quando l’Ungheria
i muri li abbatteva

Non tutti sanno e pochi ricordano che la ‘Cortina di ferro’ subì la prima breccia e di fatto cadde il 2 maggio 1989 in Ungheria, a Hegyeshalom, a 170 chilometri da Budapest e 80 da Vienna. 350 chilometri di reticolati, e muri lungo la frontiera con l’Austria. Allora per impedire di uscire

Pochi ricordano che la ‘Cortina di ferro’ subì la prima breccia e di fatto cadde il 2 maggio 1989 in Ungheria, a Hegyeshalom, 170 chilometri da Budapest e 80 da Vienna. 345 chilometri di reticolati, fortificazioni, bunker e e muri lungo tutto la frontiera con l’Austria. Poi venne il 9 novembre con la caduta del muro di Berlino. Ma tutto iniziò a maggio in Ungheria dove il governo dei ‘comunisti riformatori’, aveva deciso che il filo spinato elettrico e i campi minati erano antistorici. Oggi invece l’Ungheria si ribella all’Ue e minaccia di sospendere unilateralmente il trattato di Dublino sui richiedenti asilo.

Per fortuna la storia narra anche altro. Le cronaca del 3 maggio 1989 su ‘la Repubblica’. «La Cortina di ferro è andata in frantumi ieri mattina, sotto una pioggia insistente e davanti alle telecamere di mezzo mondo. La doppia barriera di filo spinato, per decenni è stata il simbolo della tensione e diffidenza tra Est e Ovest, è stata smantellata lungo i 345 chilometri di frontiera tra Austria e Ungheria. Reticolati, paletti in cemento e sistemi di allarme sono stati smontati e accatastati sui camion della Guardia di frontiera ungherese incaricata dal governo di demolire la Cortina entro l’anno».

 

2 maggio 1989 a Hegyeshalom, confine tra Ungheria e Austria
2 maggio 1989 a Hegyeshalom, confine tra Ungheria e Austria

 

C’è poi la testimonianza personale del sociologo Rocco Turi sul sito di Rubbettino Editore: ‘storia e dettagli di un epilogo che nessuno aveva mai raccontato’. La decisione ungherese testimoniava la politica isolazionista, dopo le ingerenze sovietiche del 1956. Altro isolazionismo in casa Ue quello di Orban oggi. La caduta del Muro di Berlino il 9 novembre 1989 divenne simbolo estetico e mediatico per la politica e le televisioni del mondo. Lo sfondo della Porta di Brandeburgo, i colori del Muro in cemento armato abbattuto e la gente entusiasta intorno, è memoria ma non la storia.

Il 9 novembre 1989 è importante solo per la Germania perché rappresenta il momento iniziale della sua riunificazione, compiuta il 3 ottobre 1990, quando la Repubblica Democratica Tedesca si sciolse per confluire nella Germania Federale. Il ‘picnic pan-europeo’: il 19 agosto la frontiera austro ungherese fu aperta per ben tre ore e circa 700 cittadini tedesco orientali furono lasciati passare all’Ovest. Insieme ai 700 cittadini orientali in viaggio con le loro Trabant, anche un migliaio di ungheresi transitarono più volte ma era evidente che i più interessati fossero i tedeschi dall’est.

 

 Il 'picnic pan-europeo' dei tedeschi dell'est  verso l'Austria
Il ‘picnic pan-europeo’ dei tedeschi dell’est verso l’Austria

 

Da Mosca giungeva il silenzio e l’11 settembre 1989 tutto fu lasciato fuori controllo per oltre 20 mila tedeschi orientali. Ormai il Muro risultava ‘circondato’ dagli stessi tedeschi dell’Est. La politica e la diplomazia entrarono in azione e prima di giungere al simbolo della Porta di Brandeburgo, i vecchi politici di oltre cortina cercarono di resistere per acquisire posizioni di vantaggio o garanzie che forse mai saranno rese note. Si trattava di personalità di grande rilievo politico che  hanno fatto parte della storia del comunismo europeo e non solo, di cui diventa interessante un nostro brevissimo ‘ripasso’.

Erich Honecker, principale artefice della costruzione del Muro di Berlino, poche settimane prima del 9 novembre fu “dimesso” e dopo espulso dal partito. Nicolae Ceausescu in Romania sopravvisse fino al natale 1989. Gustáv Husák, fu costretto a rinunciare alla presidenza cecoslovacca, espulso dal partito e ignorato. Todor Zivkov, fu costretto a dimettersi il 10 novembre in Bulgaria. Il Muro di Berlino cadde ufficialmente il 9 novembre ma il merito va dunque all’Ungheria, quando, quello splendido Paese che fu protagonista nella storia, i muri li abbatteva invece di invocarli o costruirli.

 

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