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venerdì 18 Ottobre 2019

Attacco Isis a Kobane
contro l’avanzata curda
L’ eterno equivoco turco

Dopo le sconfitte subite nelle ultime settimane al confine tra Siria e Turchia, è arrivata l’attesa controffensiva dei miliziani dello Stato Islamico. L’esercito del Califfo Al Baghdadi ha lanciato attacchi simultanei a Kobane e Hassakeh. Attesa per la risposta aerea della Coalizione a guida Usa

Simbolo dell’eroismo curdo e della possibile sconfitta sul campo delle milizie jihadiste, la città martire di Kobane, è stata attaccata da tre lati. I miliziani del Califfo sono riusciti ad aprirsi un primo varco in una zona vicino alla frontiera con la Turchia usando l’inganno. Pick-up con false bandiere del Free Syrian Army avrebbero preso alla sprovvista i soldati curdi. Il fatto che i miliziani jihadisti siano riusciti a entrare a Kobane dalla Turchia solleva altri dubbi sulle azioni della Turchia di Erdogan sospettata di aver favorire l’ingresso di jihadisti in Siria per contrastare i peshmerga curdi.

 

L'attacco Isis su Kobane visto dalla Turchia
L’attacco Isis su Kobane visto dalla Turchia

 

L’inganno e i kamikaze. I miliziani si sono fatti esplodere e altri dietro di loro hanno preso posizione avvicinandosi al centro della città. Una autobomba avrebbe sfondato le linee di difesa. I morti sarebbero già numerosi e decine i feriti, con il rischio che gli orrori della rappresaglia casa per casa giù subiti dalla città martire, possano ripetersi. Si combatte anche nella provincia di Hassakeh, città al confine con Turchia e Iraq, divisa in zone controllate dal governo siriano e dalle milizie curde. In quest’area Isis ha il controllo di alcuni dei distretti chiave, tra cui quello di al-Nashwa.

 

Nelle ultime settimane le milizie curde avevano costretto lo Stato Islamico alla difensiva nei territori siriani confinanti con la Turchia. Nella provincia di Raqqa, hanno attualmente il controllo della città strategica di Tal Abyad e delle linee di collegamento con la Turchia, spingendosi a soli 55 chilometri dal capoluogo di Raqqa, capitale di Isis in Siria. Con questa doppia offensiva adesso i miliziani jihadisti stanno tentando di recuperare terreno a ovest ed est di Raqqa e tentare così di accerchiare i curdi. Al momento ancora inefficace la reazione aerea della Coalizione a guida Usa.

 

Nel resto della Siria si combatte principalmente ad Aleppo e Deraa. Ad Aleppo-precisa Rocco Bellantone su LookOut- i ribelli siriani avrebbero preso possesso di alcune aree controllate dalle forze governative irrompendo in una caserma a nord ovest della città. Più a meridione, a Deraa, il Fronte del sud formato dai qaedisti di Jabhat Al Nusra e da gruppi ribelli ha già conquistato città, basi militari e un valico di frontiera con la Giordania. Una sconfitta a Deraa, per il regime di Assad significherebbe perdere il terzo capoluogo di provincia dopo Raqqa e Idlib, entrambi nelle mani di Isis.

 

Cacciabombardiere Tornado, del 6° Stormo di Ghedi
Cacciabombardiere Tornado, del 6° Stormo di Ghedi

 

Anche qualche notizia sulle attività delle forze italiane assegnate alla Coalizione: 4 Tornado limitati a ricognizione con base in Kuwait con circa 70 militari del 6° Stormo di Ghedi. L’aeronautica ha reso noto che dal 23 novembre 2014, sono state volate più di 1.000 ore su più di 700 obiettivi al suolo. I velivoli italiani, anche se disarmati salvo che per difesa personale, si stanno rivelando una risorsa importante grazie ai sensori nel visibile e nell’infrarosso e grazie a una stazione di terra per la pianificazione delle missioni e la foto-interpretazione dei dati raccolti necessari per la Coalizione.

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