martedì 25 giugno 2019

L’Ue salpa per la Libia
tra battaglia navale
e panna montata

Totale confusione: mentre nel Mediterraneo succede di tutto, l’Europa continua ad annaspare. Si imbarca in una missione militare dai contorni poco chiari e finge un onorevole compromesso sulla ripartizione di pochi migranti nei vari paesi. Nulla di fatto che qualcuno spaccia per ‘svolta epocale’

L’Europa salpa verso la Libia ma rifiuta le quote di ripartizione dei migranti. I ministri degli esteri della Ue hanno approvato la prima fase della missione di pattugliamento al largo della Libia. Una bozza che verrà discussa al vertice di giovedì e venerdì prossimi. Sola cosa definita con una triste chiarezza, il compromesso al ribasso che l’Europa ha raggiunto sulla ripartizione dei migranti: si parla di 40 mila richiedenti asilo che verranno distribuiti tra gli Stati dell’Unione ma su rigorosa ‘base volontaria’ e non sotto il vincolo di quote obbligatorie. Insomma, l’Unione cede agli Stati.

 

MARINA-MILITARE-elicottero

 

Ma occupiamoci della missione navale EuNavForMed che già incespica sull’acronimo per prendere fiato. ‘Prima fase’ della missione ‘tentare di bloccare le partenze dei migranti dalla Libia colpendo gli scafisti’. Peccato che nessuno abbia ancora azzardato un ‘come’ e con quali regole di ingaggio. Dobbiamo immaginare che ciò dovrebbe accadere a terra, nei porti, perché in mare si colpirebbero i migranti. Dubbi tanti, risposte nessuna. Sappiamo solo che ‘flotta’ sarà composta da 5 navi militari, 2 sottomarini, 3 aerei da ricognizione, 2 droni, 3 elicotteri e un migliaio di soldati a fare ‘il non si sa’

 

Sarà soltanto nella ‘fase due’ che potranno, forse, essere distrutti i barconi degli scafisti. Un’opzione che l’Europa non può però dare per scontata come invece sta accadendo. L’uso della forza in acque libiche per non parlare di operazioni di terra già ipotizzate da qualche nostro improvvido ministro, deve necessariamente essere approvata attraverso una risoluzione Onu. E in quella sede qualcuno nell’Unione forse capirà che le ‘cortesie’ internazionali -vedi le sanzioni Ue su spinta Usa- trovano prima o poi sempre una risposta. Difficile che Mosca in Consiglio di sicurezza dia l’avallo all’Ue.

 

Si tratterebbe di autorizzare una vera e propria azione di guerra, una seconda catastrofica avventura militare in Libia. Già ieri, in quel tratto di mare, una imbarcazione libica avrebbe sparato contro un gommone di migranti, forse per rapinarli. Immaginiamo cosa potrebbe accadere se la missione Ue dovesse prendere le forme di un blocco navale. In Libia si spara e nel Mediterraneo si muore, ma a Bruxelles qualcuno gioca ancora con le parole. Di fatto, l’Unione che non sa condividere i migranti, non potrà fare altro che armare una flotta impotente di fronte a carrette piene di disperati da salvare.

 

Mezzi da sbarco di improbabile utilizzo in Libia
Mezzi da sbarco di improbabile utilizzo in Libia

 

Ora l’Unione fa lo sconto a Italia e Grecia di 40mila rifugiati da ricollocare. Ma in via eccezionale. E per i prossimi 40, 80, 100 mila? Lo aveva già detto chiaro il presidente francese Hollande in visita all’Expo mentre Renzi faceva lo spiritoso con la baguette alla nutella. Ora si parla della creazione di ‘zone di frontiera’ in Italia e Grecia. Nuovi centri di identificazione e non, come accaduto, centri di detenzione. Vista la gestione para mafiosa di altri centri di raccolta, chi gestirà questi nuovi centri? Si sa che verranno finanziati ‘anche dall’Europa’. Piccola elemosina oltre il comando della ‘battaglia navale’.

 

e.r.

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