Putin, le sanzioni contro di noi vi costeranno 100 miliardi

Tempismo perfetto fra la crescente insofferenza europea verso il governo greco e viceversa, e il viaggio a San Pietroburgo di Alexis Tsipras. Decisione incombente tra Unione europea e Grecia, e il momento in cui i 28 membri della Ue dovranno trovare l’unanimità sulle nuove sanzioni alla Russia. Vladimir Putin al Forum economico di San Pietroburgo sceglie di far parlare i numeri: “Ci sono stati calcoli dei nostri partner europei. Qualcuno parla di perdite per i produttori europei sui 40-50 miliardi di dollari. Gli ultimi dati noti indicano che potrebbero sfiorare i 100 miliardi”.

 

San Puetroburgo sito

 

La politica oltre i numeri subito dopo. ‘Le decisioni “globali” come quella adottata 13 anni fa dagli Stati Uniti di abbandonare il trattato Abm che vieta la sperimentazione e l’attuazione di una difesa anti-missile, spingono il mondo verso una nuova guerra fredda’, ha aggiunto Putin definendo la decisione dell’allora presidente Usa George W. Bush “un passo che porta tutti noi vero una nuova corsa agli armamenti”. Mosca accomodante con i possibili partner commerciali a San Pietroburgo, ma estremamente rigida e decisa sul fronte sicurezza, con la Nato ormai a ridosso dei suoi confini.

 

Il 16 giugno all’International di Kubinka, Putin ha annunciato che la Russia ha intenzione di realizzare un massiccio piano di modernizzazione dell’industria della difesa. Ma non solo. “Quest’anno”- ha dichiarato Putin- “le nostre forze nucleari riceveranno più di 40 missili intercontinentali balistici in grado di penetrare i sistemi di difesa missilistici esistenti, anche i più avanzati”. Ovviamente tutto è legato al ventilato dispiegamento di armamenti americani nell’Europa dell’Est e nei Paesi Baltici che -accusa Mosca- spingono a una corsa agli armamenti”.

 

Sappiamo che gli Stati Uniti stanno considerando il possibile dispiegamento di nuove truppe in Europa. Ma di cosa si tratta esattamente? Per la componente aeronautica, l’Air Force Secretary ha parlato del possibile schieramento di uno squadrone di caccia di quinta generazione F-22 “Raptor”. Per la componente terrestre, il comandante di US Army Europe ha accennato ad assetti a livello di brigata corazzata anche se, ha tenuto a precisare, non si tratterebbe di un nuovo dispiegamento di truppe ma del mantenere unità che annualmente è in addestramento in Europa per alcuni mesi.

 

F-22_Flares_Chemring_lg

 

In realtà la questione non si limita soltanto all’ipotetico invio da parte degli USA di una brigata corazzata e di uno squadrone di F-22. Dall’inizio della crisi ucraina nel 2014 ad oggi si è infatti assistito in Europa ad una progressiva escalation che ha portato ad un intensificarsi senza precedenti delle attività militari. Inoltre, sempre più spesso le attività NATO hanno luogo anche al di fuori del territorio dell’Alleanza com’è nel caso della Svezia, paese tradizionalmente neutrale. Tutto in un clima di crescenti tensioni: dal Donbass alla Macedonia e la Transnistria. Basta cercare e l’occasione si trova.

 

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