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martedì 15 Ottobre 2019

Il Papa e le verità forti:
‘I popoli hanno pagato
il salvataggio delle banche’

L’ Enciclica “Laudato si'” per curare il creato. “Il modello consumista è completamente disinteressato al bene comune”. “Cambiare modello di sviluppo”. Il messaggio sull’ambiente: “Curiamo la nostra casa comune”. “Come dire ‘Non uccidere’ se i poveri muoiono di fame?”.

Il concetto di ecologia integrale nel doppio appello di Papa Francesco nelle frasi più significative. Concetto base: 1) Proteggere la casa comune, controllando surriscaldamento climatico e altri danni ambientali; 2) cambiare modello di sviluppo, ‘per i poveri, e per uno sviluppo sostenibile e integrale’. Il Papa biasima il fatto che i popoli abbiamo “pagato il prezzo del salvataggio delle banche”. “Il mercato – dice Francesco – “crea un meccanismo consumistico compulsivo per piazzare i suoi prodotti”. Ma questo  “non può essere il ‘paradigma’ di vita dell’umanità oggi. Sia per il senso della esistenza che per la sostenibilità delle economie, serve un cambiamento di stile di vita”.

 

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“Il modello consumista è completamente disinteressato al bene comune”. Realizzare una “cittadinanza ecologica” invece porta a una serie di “azioni quotidiane che hanno di mira la cura del creato, e uno sviluppo equo”. La enciclica ne elenca varie, dal consumo equo e solidale, al minor uso di condizionatori, alla gestione dei rifiuti. Spesso -scrive il Papa- non si ha “chiara coscienza che le inequità nell’ambiente e nel modello di sviluppo colpiscono soprattutto i poveri”. Il Papa chiede di “integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente”, senza giustizia, è “impossibile ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri”.

 

Basta a media e scienziati che parlano senza diretto contatto con i problemi. Il degrado ambientale che colpisce soprattutto gli “esclusi”, sembra una “appendice”, nelle discussioni di tanti “professionisti, opinionisti, mezzi di comunicazione e centri di potere” lontani dalle aree interessate, “senza contatto diretto con i loro problemi”. Ma l’approccio ecologico deve essere anche sociale”.  “L’esaurimento di alcune risorse” crea “uno scenario favorevole per nuove guerre, mascherate con nobili rivendicazioni”. E d’altra parte “la guerra causa sempre gravi danni all’ambiente e alla ricchezza culturale dei popoli, i rischi diventano enormi pensando a armi nucleari e biologiche”.

 

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Monito e riflessione finale dirompente: “Cosa significa il comandamento ‘non uccidere’ quando un venti per cento della popolazione mondiale consuma risorse in misura tale da rubare alle nazioni povere e alle future generazioni ciò di cui hanno bisogno per ‘sopravvivere’?”.

 

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